“Le centrali nucleari aumenteranno anche fino a 350 unità” COMMENTA  

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Il numero delle centrali nucleari aumenterà di 90-350 unità tra oggi ed il 2030. Lo ha affermato il Direttore Generale dell’International Atomic Energy Agency (IAEA), Yukiya Amano, in un incontro a Tolyo, la capitale del Giappone, dello scorso 19 dicembre.


La stima dei tecnici dell’IAEA prende in considerazione anche quanto successo nello stesso Giappone lo scorso 11 marzo, quando la combinazione terremoto-tsunami portò all’incidente nucleare nella centrale di Fukushima Daiichi. In effetti, come ha precisato Amano,  “Mentre la percentuale di crescita sarà inferiore a quanto previsto prima dell’incidente, ci aspettiamo lo stesso un forte aumento” nel numero delle centrali nucleari nel mondo.


“A parte una frazione di nazioni europee, diversi paesi sono ancora favorevoli all’utilizzo dell’energia nucleare con caratteristiche di sicurezza rafforzate”, ha detto il Direttore Generale dell’IAEA, riferendosi ai casi di Germania e Svizzera.


“La visione dominante al mondo – ha poi detto – è che il nucleare continua ad essere una necessità” dal punto di vista della lotta al riscaldamento globale e per assicurare la disponibilità di energia.

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Amano explained that it was especially notable that emerging nuclear nations such as Vietnam, the United Arab Emirate (UAE), Turkey and Jordan have been consistent in adhering to their same nuclear policies before and after the Fukushima I accident. He emphasized that the presence of these emerging nuclear nations was separating the current situation from the post-Chernobyl accident period, in which the momentum for introducing nuclear power diminished sharply.

In anticipation of the upcoming increased demand for the construction of nuclear power plants across the world, Amano stressed the significance of Japan’s promoting nuclear exports by saying, “It is desirable that continuous support be provided by Japan through its advanced technologies.”

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