Masiello: ecco i versamenti dei soldi per le partite truccate COMMENTA  

Masiello: ecco i versamenti dei soldi per le partite truccate COMMENTA  

Accerchiato. Andrea Masiello è precipitato in un incubo di cui sicuramente ignorava le proporzioni: quell’autogol voluto (ma l’ammissione è arrivata con colpevole ritardo) ha sì inferto un altro duro colpo alla credibilità dell’ambiente calcistico ma al contempo ha dato il via a confessioni questa volta autentiche e complete, come emerge dalle prime indiscrezioni secondo le quali Masiello dovrebbe aver fatto cadere qualsiasi muro di omertà e reticenza, anche a costo di allargare lo scandalo a macchia d’olio inguaiando amici o presunti tali. L’ex giocatore del Bari ha parlato per quattro ore in mattinata nell’interrogatorio di garanzia davanti al gip della Procura di Bari Giovanni Abbattista per Andrea Masiello per poi concedere il bis nel pomeriggio, questa volta per rispondere alle domande del procuratore Antonio Laudati e del pm Ciro Angelillis. Nessuna concessione è stata fatta al termine del primo interrogatorio, il cui verbalè è stato ovviamente secretato, come avverrà al termine del secondo. “Sull’interrogatorio non posso fare nessuna dichiarazione: posso solo dire che Andrea adesso è un uomo stanco e provato” ha dichiarato il legale, avvocato Francesco Romano. Le prove portate dalla Procura d’altronde sembrano schiaccianti, a partire dal versamento di 40.000 euro in contanti sul conto di Masiello proprio pochi giorni dopo le partite sospette, come i 6.200 euro comparsi subito dopo Udinese-Bari 3-3 ed i 17.150 successivi a Bologna-Bari 0-4.


Quanto alle tre partite di chi si fa un gran parlare in queste ore, Milan-Bari, Bari-Chievo e Bari-Roma, in quanto citate direttamente dal procuratore Laudati in una lettera al collega cremonese Roberto Di Martino, sembra certo che a Masiello non siano stati chiesti chiarimenti in merito vista la mancanza di riscontri e prove concrete su queste partite. Così come nessuna prova è ancora emersa riguardo ad Inter-Chievo, Fiorentina-Roma e Genoa-Roma, gare già analizzate ma al momento sopra ogni sospetto, a dispetto delle chiacchiere di queste ore volte chiaramente a destabilizzare l’inchiesta con il chiaro intento di minimizzarla all’insegna del “tutti colpevoli, nessun colpevole” già visto per Calciopoli. Tutto il contrario rispetto a quanto accaduto per il derby pugliese ma pure per Bari-Sampdoria.


Lecce e Samp, rivali nella scorsa stagione per evitare la retrocessione, sono oggi unite per scacciare i sospetti. ”Io di soldi non ne ho dati a nessuno, questo sia chiaro.

Volevo uscire dal calcio, ma non in questo modo. Mi sento tradito, ci sono troppi intrecci economici, troppe zone ambigue con personaggi strani che circolano attorno alle squadre” ha dichiarato il patron del Lecce Giovanni Semeraro, che rischia di veder tramontare la trattativa per la cessione della società alla famiglia Tesoro.

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Bocche cucite invece in casa doriana dove la dirigenza si è limitata ad un freddo comunicato in cui afferma di “riservarsi di agire nelle sedi opportune contro chiunque diffonda notizie fortemente lesive della reputazione della società“. Di chi erano quei soldi promessi a Masiello da un faccendiere (Lecce) e, sembra, da Guberti (Sampdoria)? La procura sostiene di saperlo: ed in attesa delle prove, tremano in tanti.

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