Le dieci frasi più belle sulla lontananza

Le dieci frasi più belle sulla lontananza

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Le dieci frasi più belle sulla lontananza

La lontananza è una condizione struggente che ha sempre alimentato la poesia e la letteratura: ecco alcune frasi dedicate a questo stato d’animo.

Stare lontani da chi si ama è una dolce/ amara tortura: la letteratura è ricca di aforismi e frasi che ricalcano il tema della lontananza. Ne abbiamo scelta qualcuna particolarmente bella da dedicare alla persona amata oppure ad un amico.

“E’ nella separazione che si sente e si capisce la forza con cui si ama” ( Fedor Dostoevskij)

“ In tutte le lingue del mondo esiste questo adagio: Ciò che gli occhi non vedono, il cuore non sente. Ebbene, io affermo che non c’è niente di più falso. Quanto più lontani stanno, tanto più vicino al cuore sono i sentimenti che cerchiamo di soffocare e dimenticare. Se siamo in esilio, vogliamo serbare ogni piccolo ricordo delle nostre radici; se ci troviamo lontani dalla persona amata, chiunque passi per la strada ce la farà ricordare” (Paulo Coelho)

“Salutarsi è una pena così dolce che ti direi addio fino a domani” (William Shakespeare)

“Non so che darei per averti qui tra le mie braccia…

fuori il sole abbaglia; si sente il rumore del mare; in un vaso i gigli mandano un profumo acutissimo spirando; le cortine dei balconi ondeggiano come vele in un naviglio. Io ti chiamo, ti chiamo, ti chiamo”. (G. D’Annunzio)

“Perché tutto l’amore mi arriva di colpo quando mi sento triste, e ti sento lontana…” (Pablo Neruda)

“Amare è volere essere vicino quando si sta lontano, e più vicino quando si sta vicino” (Vinicius De Moraes)

“Non si è mai lontani abbastanza per trovarsi” (Alessandro Baricco)

“La distanza a volte consente di sapere che cosa vale la pena tenere e che cosa vale la pena lasciare andare” (Lana Del Rey)

“Sapere allontanarsi e avvicinarsi è la chiave di qualsiasi relazione duratura” (Domenico Cieri Estrada)

“Nessun posto è lontano. Se desiderate essere accanto a qualcuno che amate forse non ci siete già?” (Enrico Brizzi)

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