Le Fiamme nell’acqua COMMENTA  

Le Fiamme nell’acqua COMMENTA  

 

AlessandroAlberioliNon sempre la temibile Guardia di Finanza, terrore di ogni lavoratore autonomo, che assesta colpi duri e sanguinosi con la mannaia della fiscalità a imprenditori che dell’evasione fiscale ne hanno fatto una stampella per trascinarsi avanti, incute paura. Come nel teatro dell’assurdo, le cose si sono capovolte in questa vicenda e la sorte ha voluto addolcire un po’ il ruolo funesto della divisa plumbea, raccontando un’altra storia, in una situazione in cui l’avversione per chi ci controlla porta all’umana realtà, facendo magari nascere un futuro rapporto ‘sbirreria‘-lavoratori? Di per se è difficoltoso ricordare gli eroi civili, privi di uniforme sennò quella del coraggio, figuriamoci ricordarsene uno con le Fiamme Gialle, conosciuti solo per aver chiuso qualche piccola azienda traballante o per aver caricato alcuni dimostranti con la cattiveria di un manganello, ma a parte alcune vicende e gli stereotipi da bar, non è sempre così, difatti il destino ha voluto fare incontrare, in una situazione drammatica, un severo servitore dello Stato e uno stremato lavoratore che nello Stato ha perso ogni speranza

L’ eroe in questione, cioè il salvatore, è il capitano della G.d.F. Alessandro Alberioli, 33enne, padre di un bimbo e di uno in arrivo, appartenente al Nucleo di Polizia Tributaria di Trento. L’imprenditore agricolo, ovvero il salvato, è un uomo privo di nome sui quotidiani e senza volto, facendo probabilmente adirare Barbara D’Urso per una intervista mancata, mirata all’audience, non del perché sia accaduto o quali problematiche, se mai ci siano, abbiano spinto l’uomo a un gesto estremo. Così il capitano mentre percorreva le rive del fiume Adige, ha visto una sagoma inerme che sventolava pietà, ormai spacciata, e senza pensarci troppo su si è tuffato nell’acqua gelida rischiando di crepare anche lui. Arrivato a riva con non poche fatiche, ha rianimato l’uomo, chiamato il 118, dopodiché si è arreso a l’ipotermia ed è svenuto.


Alessandro Alberioli sarà l’ennesimo eroe dimenticato, ricordato solo da una medaglia portata con onore sul petto o da qualche commilitone con la pancia in un ritrovo di vecchi finanzieri in congedo, finendo anche lui nel limbo dei valorosi e degli impavidi, che pur avendo una famiglia che lo attendeva a casa, si è tuffato in quelle acque frustate dall’orgoglio montano e gelide a tal punto da ghiacciargli le Fiamme, salvando la vita di un uomo che nemmeno conosceva. Un lavoro difficile il suo, poiché un domani se dovrà sanzionare qualche lavoratore autonomo, piccolo o grande che esso sia, sarà ricordato come fazioso del proprio ruolo, e benché in un altro contesto: non come un «salvatore di imprenditori».


 

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