Le foreste di Teak sono a rischio COMMENTA  

Le foreste di Teak sono a rischio COMMENTA  

Un nuovo studio della Fao, un’analisi di mercato condotta in 60 paesi tropicali,  indica che le foreste naturali di teak sono in declino in tutto il mondo e che la qualità del caratteristico legno, utilizzato in special modo nelle barche, si sta deteriorando. Lo studio è stato pubblicato direttamente dal FAO center il 26 di marzo.


Le Foreste di teak naturale crescono  in solo quattro paesi del mondo: in India, in  Laos, nel  Myanmar e in Thailandia. Nel 2010 la superficie complessiva delle foreste naturali in teak è stata stimata in circa 29 milioni di ettari (ha), di cui quasi la metà si trova nel  Myanmar. Il Myanmar è l’unico paese che attualmente produce la migliore  qualità di teak da foreste naturali. L’India, il Laos e la Thailandia hanno invece il divieto  di accesso alle risorse forestali naturali. L’Asia detiene più del 90 % delle risorse di teak del mondo, e l’India da sola ne gestisce il 38 %.

Secondo l’indagine FAO, le foreste di teak naturali sono oramai diminuite di 385.000 ettari a livello mondiale. Cifra che rappresenta l’ 1,3 %, e che considera il lasso di tempo tra il 1992 e il 2010. Una forte riduzione rilevata che nel Laos è di di circa 68.500 ha,  in India  di 2,1 milioni di ettari e nel  Myanmar  di 1,1 milioni di ettari. La Thailandia si salva dal declino grazie al divieto forestale  del 1989 che ha contribuito al recupero delle foreste naturali di teak. Foreste che al contrario degli altri paesi sono aumentate di 2,9 milioni di ettari. Questi i dati del rapporto FAO.  Walter Kollert,  del corpo forestale della FAO dichiara: “È difficile ottenere cifre precise sulla perdita delle  foreste di teak in aree specifiche con solamente quella tipologia di albero. Generalmente una foresta naturale di teak è comunque mista con latifoglie o foreste tropicali sempreverdi che hanno una quota di teak compresa tra 4 e 35 %.”
Il Teak è uno dei legni più importanti e preziosi del mondo, e le  foreste di teak hanno attratto ingenti investimenti del settore privato sia in Africa, che Asia e in America Latina. Di conseguenza, la superficie adibita  alle foreste di  teak  è aumentata per l’ Africa nel Benin, nel Ghana, in Nigeria e in Tanzania; per l’ America Centrale in Costa Rica, in El Salvador, in Guatemala, Nicaragua e nel Panama; per il Sud America nell’ Ecuador e in Brasile e per Asia in India, in Indonesia, nel Myanmar e nel  Laos.”Anche se con il passare del tempo gli  alberi raggiungessero una dimensioni sufficiente per la raccolta, il tempo di attesa sarà  tra i 20 e gli 80 anni. Un impianto di teak serve comunque alle comunità locali come un conto di risparmio e nel lungo periodo aiuta i piccoli agricoltori a migliorare le proprie condizioni di vita e il sostentamento dei loro figli”, ha aggiunto Kollert.


Nel futuro la produzione sostenibile di tronchi di teak da foreste naturali sarà ulteriormente limitata a causa della deforestazione continua e della concorrenza per i servizi ambientali.

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I principali flussi commerciali in teak in tutto il mondo sono diretti verso l’India. India che assorbe dal 70 al 100 % delle esportazioni mondiali del teak, comprese le spedizioni dei tronchi e del legname delle piantagioni dell’ Africa e dell’ America Latina.  Myanmar, India e Indonesia sono tenuti a mantenere la loro posizione di mercato sulla qualità premium del teak.

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Mamma, laureata, scrittrice incallita, ambientalista da una vita, esperta in Pnl, in comunicazione di massa e nel benessere emotivo. Maremmana per amore di questa terra tanto rigogliosa, fiorentina di nascita e di formazione. Blogger e redattrice on line, attualmente studentessa in Seo Web Marketing Specialist.

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