Le impennate ai tempi della Playstation

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Le impennate ai tempi della Playstation

Questa mattina, recandomi dal mio editore appena fuori le porte della città, mi sono imbattuto in una “rossa” all’interno di una vetrina. Partirò con il deludere la maggior parte di voi che la mia rossa non è una donna provocante, tantomeno una Ferrari. Macché, neanche una birra e neppure una femminista di quella sinistra radicale quanto mai sciccosa. La mia rossa è molto meno invitante, meno costosa e di gran lunga meno polemica.

Per quelli che avessero passato i 35 anni, come il sottoscritto, il nome Cross70 fa venire tutt’oggi i brividi: come assistere a un concerto dei Queen dal vivo sotto il palco. Spiegherò meglio -questo per le allora femminucce-. La Cross70 non era una semplice bicicletta ma era la “bici”. Con lei dovevi impennare, sgommare, fare sterrato e cadere. Sembrava fosse inventata appositamente per inciampare ancor prima di montarci sopra. Il suo poggiaschiena, rigorosamente imbottito e con le treccine di gomma che richiamavo quelle delle manopole del manubrio, era alto una ventina di centimetri e non consentiva un’ingroppata lesta, almeno le prime volte, di conseguenza la caduta era scontata.

Che belle quelle lunghe escursioni tra i marciapiedi incontaminati e i “Civic” -i vigili Torinesi- che ci inseguivano per metri senza mai prenderci: sembrava si allenassero appositamente per rincorrerci.

Effettivamente impennare in uno tra i corsi più trafficati d’Italia non era prudente, ma ti rendeva temerario. Ginocchia sbucciate, gomiti graffiati e lo sporco sulla schiena; e sì, quello era doveroso perché era il vezzo visibile di un gesto estremo. Togliere il parafango posteriore rendeva liberi e indomiti. L’ultimo gesto prima di arrivare direttamente in cassazione: un tribunale di donne composto dalla nonna e dalla mamma, entrambe con il piede tamburellente e le braccia conserte. Il 27 luglio del 1979, alle 15:25 ora locale, concentrandomi e chiedendo aiuto alle forze del cielo mentre Mangiascope -un amico ormai scomparso-, mi tamponava la fronte, lo tolsi anch’io quell’inutile quanto mai antiestetico pezzo di tolla. L’avevo fatto: ero così entrato nella leggenda. Lo scapaccione più forti che presi in vita mia lo ricevetti il 27 luglio, dello stesso anno, alle 15:32…mhhh…coincidenza astrale?

Ricordo anche il rumore della cartolina che mio nonno mi mandò dal mare -perché all’epoca andare in Liguria da Torino era un viaggio con tanto di:” Quando ritornerò vi racconterò”-, la quale sbattendo tra i raggi della ruota anteriore, fermata da una molletta da bucato, emetteva un romboante brbrbrbrbrbrbr.

Ahhh, che tempi! Adesso i bambini non hanno più le ginocchia sbucciate, anche perché cavalcando una Playstation si cade da bassi e sul tappeto, e forse non ricevono più neanche le cartoline. In quest’epoca quello che hanno di più intimo gli adolescenti è forse il suono di un sms il quale gli annuncia che un loro amico sta venendo a prenderli: però senza la cross70.

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