Le incredibili rocce di Marte: forme casuali o resti reali - Notizie.it

Le incredibili rocce di Marte: forme casuali o resti reali

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Le incredibili rocce di Marte: forme casuali o resti reali

“C’è vita su Marte?”.
La domanda è celeberrima, musicata anche da David Bowie nell’ormai lontano 1971, a conferma di quanto insista nelle nostre coscienze terrestri l’interrogativo sull’esistenza di altre forme di vita.
Ancora dall’ambito musicale arrivò, qualche anno fa, la risposta, targata Blu Vertigo e che replicava alcune teorie semi statistiche basate su applicazioni spericolate dell’equazione di Drake per la stima del numero di civiltà intelligenti nell’universo: “è praticamente ovvio che esistano altre forme di vita”.
Tutte elucubrazioni, interessanti senza alcun dubbio, replicano gli scettici, ma che, allo stato attuale delle nostre conoscenze scientifiche e tecnologiche, non possono trovare alcun vero riscontro.
La verità, forse, è che l’esistenza di altre forme di vita è uno dei nostri più grandi desideri. Vorremmo che, da qualche parte, fra le stelle, ci fossero esseri come noi, con i quali poter comunicare. Lo vorremmo con tutto il cuore.
Talmente tanto che, quando da Marte arrivano certe immagini, ci piace giocare con ciò che vediamo, lasciarci un po’ cullare dalle distorsioni che sovrapponiamo a quello che abbiamo davanti agli occhi, mettendo a tacere lo scetticismo.
È quasi un gioco.
Gli esempi sono numerosi.
L’ultimo in ordine di tempo riguarda le foto scattate alla superficie marziana dalla sonda Mars Reconnaissance Orbiter della Nasa, che ha individuato un gruppo di sette pietre disposte in cerchio.

Con ogni probabilità, non si tratta d’altro di una disposizione frutto del caso, ma alcuni hanno pensato a una sorta di Stonehenge, un antico tempio costruito da chissà quale civiltà extraterrestre in chissà quale lontanissima epoca.
In precedenza, il robot rover Curiosity, che su Marte compie esplorazioni incessanti dall’agosto del 2012, ha inviato altre immagini in grado di risvegliare tutta la nostra curiosità.
C’è stato uno strano sasso di ‘perfetta’ forma piramidale, una pietra che sembrava un cucchiaio sospeso sulla superficie, un femore che sembrava affiorare dalla sabbia e, nascosto, fra alcune rocce, perfino un granchio.
Gli scienziati parlano di paleidolia, una forma di illusione ottica che ci induce a riconoscere oggetti noti in forme in realtà casuali (a volte lo facciamo anche con le nuvole), ma questo non fa che alimentare gli oppositori dello scetticismo. Chi vuole credere, infatti, e quella parte, seppure piccolissima, di noi stessi che vuole credere, infatti, delle spiegazioni scientifiche non sa che farsene.

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