Le liberalizzazioni portano reali vantaggi ai consumatori?

Economia

Le liberalizzazioni portano reali vantaggi ai consumatori?

Nel nostro paese, ci sono parole che spesso diventano veri e propri mantra. L’ultimo esempio di questo assunto, riguarda le liberalizzazioni, che nella fervida immaginazione di qualcuno sembrano poter rappresentare la panacea di tutti i mali che affliggono il nostro paese. Basterebbe sentire il segretario del PD, Bersani, proporre vere e proprie lenzuolate di liberalizzazioni, per convincersi delle speranze che la classe politica italiana, la stessa che ha condotto il paese allo sfascio, ripone in esse. Il governo Monti, naturalmente non si sottrae al giochino e, per la fase due della sua azione, propone al paese l’ennesima cura a base di liberalizzazioni, che dovrebbero riguardare anche i servizi pubblici locali, a partire dai trasporti. Ma sarà vero che le liberalizzazioni portano vantaggi? Per i privati che vanno a gestire servizi prima svolti dal pubblico, sicuramente. Basterebbe vedere la resistenza operata dai gestori dell’acqua dopo il referendum che ha sancito il ritorno della stessa in mano pubblica, per capire questo dato di fatto. Lo confermava del resto un rapporto fatto dalla Cgia di Mestre qualche settimana fa: le liberalizzazioni hanno portato pochi vantaggi nelle tasche dei consumatori italiani. Infatti, nella stragrande maggioranza dei casi, l’organizzazione che racchiude gli artigiani mestrini, registrava una vera e propria impennata dei prezzi o delle tariffe per i servizi che ne sono stati oggetto. Prendendo a riferimento l’anno in cui tali servizi sono stati liberalizzati e il 2011, soltanto i medicinali e le tariffe dei servizi telefonici hanno subito una diminuzione del costo. Per tutte le altre voci del paniere preso in esame, undici tra beni e servizi, invece, è successo il contrario, a volte con aumenti clamorosi. Come spiegava Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia, gli aumenti di queste tariffe sono state favorite dal fatto che in molti settori, si è passati da una situazione di monopolio pubblico a vere e proprie oligarchie controllate dai privati. Il caso più clamoroso, lo sa chiunque abbia una macchina, è avvenuto per le assicurazioni sui mezzi di trasporto (Rc auto) che dal 1994 ad oggi sono aumentate del +184,1%, contro un incremento dell’inflazione del +43,3%, tanto da essere diventato un vero e proprio scandalo nazionale che suona come una beffa, visto che l’assicurazione in questione è obbligatoria. Se per le assicurazioni siamo al vero scandalo, anche altre tariffe lo rasentano. I trasporti ferroviari, a loro volta, hanno fatto registrare un incremento dei prezzi molto consistente, con un aumento, tra il 2000 ed il 2011, del +53,2%, contro un aumento del costo della vita pari al +27,1%. Solo per i medicinali e i servizi telefonici le liberalizzazioni hanno portato lievi vantaggi economici ai consumatori. Infatti, Nel primo caso, tra il 1995 ed oggi i prezzi sono diminuiti del 10,9%, contro un aumento del costo della vita del +43,3%. Per la telefonia, invece, tra il 1998 ed il 2011 le tariffe hanno avuto una diminuzione del 15,7%, mentre l’inflazione è aumentata del 32,5%. Tutto questo, alla faccia dei consumatori, cui era stato prospettato un nuovo mondo nel quale tariffe e prezzi sarebbero calati per effetto della concorrenza. Concorrenza che, all’atto pratico, non esiste, tanto che in più di una occasione l’Autorità che vigila sulla concorrenza del mercato, ha dovuto sanzionare società e compagnie che in pratica facevano politiche di cartello, uniformando cioè i prezzi. Se queste sono le premesse, le liberalizzazioni paventate dal nuovo governo non promettono nulla di buono.

Mario Monti

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