Le missioni di una povera Italia

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Le missioni di una povera Italia

Ogni anno viene speso un miliardo di euro per le missioni italiane all’estero. Anche spazzolini e rasoi nel bilancio.

Truppe d’istanza a Cipro, un singolo soldato a Rafah e soldi destinati per la guerra in Afghanista inviati negli USA: ecco come vengono spesi milioni di Euro.

L’Italia molto spesso sembra una commistione tra buonismo e assurdità, tra speranze e disperazione: tutto dettato senza troppo pubblicizzare questa scomoda situazione dell’arraggiarsi. <<Mancano soldi per le misioni all’estero? chissenefrega>>. Sarebbe come entrare in un costoso ristorante, dopo essere stati invitati, e non avendo avuto il coraggio di rifiutare l’invito ordinassimo a più non posso per poi uscire per un istante dal locale, chiedere dei soldi a un senzatetto seduto davanti all’ingresso, e ritornare alla cassa per saldare il costosissimo conto. Il dramma è perlappunto il costo di queste missioni umanitarie. Ho avuto modo di reperire alcuni numeri e cifre, giusto per capire che fine fanno i soldi che onestamente vengono pagati da noi tra balzelli quattrocenteschi e leggi cortigiane non adottabili per tutti.

Iniziamo con: 80 mila tubetti di dentrificio, 38 mila spazzole per scarpe, 150 mila saponi e 2 milioni di rasoi: questi prodotti sono pagati dallo Stato Italiano (ovvero da noi) solo per i soldati libici. Un totale di un miliardo di Euro suddivisi in missioni (molte delle quali sconosciute) come i 90mila euro spesi per l’unico soldato italiano impegnato al valico di Rafah, oppure i 60mila Euro elargiti al Centro che si occupa dei rapporti tra Italia e Germania, a detta di alcuni: “Rapporti precari dopo la seconda guerra mondiale”. Belle cifre vero, ma non finisce qui: come scrissi tempo fa <<Al cattivo gusto non c’è mai fine>>.

Ecco altri esempi di come noi, inconsapevolmente, paghiamo le missioni: 52 milioni per i 465 militari (con tanto di aeromobile) ancora presenti nei Balcani; 33 milioni invece andranno per le forze militari impegnati nella missione portata avanti da Unione Europea e Natoper il contrasto alla pirateria”; 6 milioni per le iniziative nel Corno d’Africa; 2 milioni per gli uomini che andranno in soccorso della polizia nigeriana (polizia che…?). E poi, ancora, 223 mila per i solo 5 militari presenti ancora in territorio bosniaco, 195 mila per i soldati impegnati in Sudan, 200 mila destinati invece ai militari d’istanza a Cipro: <<questa è bella: ma c’è una missione a Cipro?>>. Il carosello dello spreco continua: a Hebron in cui ci sono 13 militari italiani vengono spesi 848 mila euro, 90 mila, invece, sono andati per la “partecipazione di personale militare alla missione europea” nel famosissimo valico di Rafah.

Domanda: <<A quanto ammonta questa “partecipazione” solidale e buonista del nostro Governo?>> (premetto e ricordo che stiamo parlando di un solo soldato).

Mi chiedo tutto questo che senso abbia; non c’è qualche personaggio dal sorriso splendente e dalle vigorose strette di mani pre elettorali che sorvegli questo vergognoso spreco ritualizzato del made in stivale? Non amo lasciare questa notizia senza una curiosità: per la missione in Afghanistan sono stati stanziati ben 15 milioni di euro, chiunque crederà che questi spiccioli milionari siano arrivati nei presidi afghnai: e invece no, dato che i presidi per la missione non sono in Afghanistan ma negli Emirati Arabi, in Bahrein, in Qatar e – udite udite – a Tampa, negli Stati Uniti: (Stati uniti…[…]…e che c’entrano loro con i nostri stanziamenti?) Non scoraggiamoci, c’è di peggio, esempio? “La cessione a titolo gratuito alla Libia di effetti di vestiario e materiale per l’igiene personale” come: 9.635 cinture kaki, 3.826 cravatte kaki, 2.374 camicie a maniche lunghe e 6.752 camicie a mezze maniche, 28 mila pantaloni e 6 pantaloncini.

E ancora: 30 mila magliette di cotone e altrettanti slip. Adesso attenderemo le risposte e le spiegazioni con la stessa speranza d’attesa di un Intercity, tra scioperi e ritardi, una sola cosa è certa: <<Siamo noi a pagare queste missioni, un popolo di Generali!>>

(F.B)


1 Commento su Le missioni di una povera Italia

  1. Cri Cri Ci credo che sia stato censurato ! A quale politico farebbe piacere leggere le verita' scomode del nostro paese….Una delle tante vergogne Italiane . Nel nostro paese c' e' gente che muore perche' e' senza lavoro e loro comprano cravatte, camicie, dentifricio……miliardi e miliardi di euro…non credo che spiegheranno il motivo di tante spese e sopratutto se sono reali ….che schifo !!!!!

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