Le novità sul decreto liberalizzazioni COMMENTA  

Le novità sul decreto liberalizzazioni COMMENTA  

Mario Monti
Mario Monti

Come era facilmente immaginabile, il decreto sulle liberalizzazioni rischia di essere stravolto in Parlamento, ove si sono attivate le lobby che vantano solide ramificazioni nei partiti. La versione che arriverà il Aula mercoledì prossimo per il voto (blindata in un maxi emendamento su cui il governo potrebbe infine decidere di porre la fiducia) rischia di conseguenza di essere migliorata solo in parte e anzi, su molti temi caldi, si teme una retromarcia completa. Come sta avvenendo per i taxi: la decisione su eventuali nuove licenze da mettere a bando torna infatti ai sindaci, così come l’extraterritorialità del servizio. Anche sulle farmacie crescono le resistenze per le nuove aperture, alla faccia della libertà tanto conclamata da partiti sempre pronti a sbandierare la mistica del liberalismo, per poi rivelarsi veri e propri alfieri del protezionismo nei confronti di tutti i monopoli possibili. Andiamo a vedere nel dettaglio come sta andando avanti la discussione su un decreto che aveva sollevato grandi speranze, che rischiano di essere tradite in gran parte.


Trasporti 
Per quanto riguarda i taxi, il pressing operato sui referenti parlamentari della categoria, annidati nel Pdl e in particolare nell’ala ex AN capeggiata da Gasparri, sembra stia sortendo risultati. A decidere eventuali nuove licenze saranno Comuni e Regioni nell’ambito delle loro competenze. Saltano inoltre doppia licenza, licenze part-time e taxi stagionali. L’Autorità dei trasporti, che avrebbe dovuto “adeguare i livelli di offerta” e aumentare le licenze “sentiti i sindaci”, vede limitato il suo compito ad esprimere “un parere obbligatorio, non vincolante”, a “monitorare e verificare” il servizio, le tariffe, la qualità, le esigenze delle città, fornendo una semplice analisi costi-benefici in base alla quale i sindaci possono adeguare il numero delle auto, bandendo concorsi straordinari. Sono invece confermati il taxi ad uso collettivo e il servizio fuori città ma solo in base ad accordi sottoscritti dal sindaco con i Comuni interessati. Sarà possibile usare la stessa vettura per più turni. Insomma, la montagna potrebbe partorire il più classico dei topolini.


Farmacie 
Rimane uno dei nodi del contendere. Lo scoglio maggiore su cui si è incardinata la discussione, è quello che riguarda le nuove aperture (che dovrebbero ammontare a 5 mila, con un ampliamento del 25% della pianta organica), considerate dannose, naturalmente, dalla categoria, che ha trovato una sponda nei “liberisti” del Pdl. Grazie ad essa i farmacisti puntano ad abbassare il quorum del decreto (attualmente una nuova farmacia ogni 3 mila abitanti) ad una ogni 3.800, in linea con quanto auspicato da Federfarma. I consumatori sono già in allarme e temono una retromarcia, su questo punto e sulla liberalizzazione dei farmaci di fascia C, che suonerebbe come una vera beffa.


Assicurazioni 
E’ un settore nel quale si registrano molte novità, soprattutto per quanto concerne le Rc auto. A partire dalla stretta sulle frodi alle assicurazioni e sui risarcimenti facili ai furbetti del “colpo di frusta”. Al fine di calmierare le tariffe dell’Rc auto, tenute alte proprio dai frequenti raggiri, a detta delle compagnie, viene attuata una stretta sugli incidenti minori. Di conseguenza, i danni di lievi entità causati da incidenti stradali non saranno più rimborsati, a meno che non siano certificati da esami medici obiettivi. Non solo: chi simula il danno fisico e all’auto, rischierà il carcere da 1 a 5 anni (mentre oggi è da 6 mesi a 4 anni). Anche circolare senza Rc auto sarà più rischioso: il nominativo passa alla polizia e al prefetto qualora non si paghi entro 15 giorni dall’inserimento nell’elenco di veicoli non coperti. L’attestato di rischio sarà inviato solo online (più veloce). Cancellato il taglio del 30% della somma risarcita, se l’auto è riparata da officine di fiducia (non convenzionate con le compagnie). Pagare il pieno con la carta, di credito o debito, sarà gratuito per benzinaio e cliente, fino a 100 euro.

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Class action 
Viene invece rafforzata la class action con la introduzione di  multe corpose contro le clausole vessatorie a danno dei consumatori. L’emendamento che è stato approvato recita testualmente: “L’azione di classe ha per oggetto l’accertamento della responsabilità e la condanna al risarcimento del danno e alle restituzioni in favore degli utenti consumatori”. Il professionista o imprenditore che inserisce clausole vessatorie nei contratti e che poi, una volta scoperto, non si attiene alle disposizioni dell’Antitrust sarà multato tra i 2 e i 20 mila euro per chi non rispetta le decisioni, da 4 a 40 mila euro per chi fornisce informazioni o documentazioni non veritiere, da 5 a 50 mila euro per chi non pubblica online e non diffonde i provvedimenti tesi a certificare la vessatorietà.

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