Le più belle frasi di “D’amore e ombra” COMMENTA  

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Il secondo romanzo di Isabel Allende, ambientato in una terra di “arresti arbitrari, improvvise sparizioni ed esecuzioni sommarie”, racconta di una passionale storia d’amore tra due persone pronte a rischiare tutto per il bene della giustizia e della verità. Irene Beltran, una reporter, e Francisco Leal, giovane fotografo, sono i protagonisti di questo libro. Investigando su un misterioso caso, finiranno per essere risucchiati in un vortice di terrore e di violenza.

Qui alcuni dei passaggi più belli:

“Questa è la storia di una donna e di un uomo che si amarono in pienezza, evitando così un’esistenza banale.

L’ho serbata nella memoria affinché il tempo non la sciupasse ed è solo ora, nelle notti silenziose di questo luogo, che posso infine raccontarla. Lo farò per quell’uomo e quella donna che mi confidarono le loro vite dicendo: prendi, scrivi, affinché non lo cancelli il vento.”

“L’ardore di quel bacio non li abbandonò per molti giorni e riempì di fantasmi delicati le loro notti, lasciando il ricordo sulla pelle, come una bruciatura.

La gioia di quell’incontro li rapiva, facendoli levitare per strada, li spingeva a ridere senza motivo apparente, li risvegliava concitati nel mezzo di un sonno.

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Si toccavano le labbra con la punta delle dita ed evocavano esattamente la forma della bocca dell’altro.”

“Francisco l’attrasse a sé e le cercò le labbra. Fu un bacio casto, tiepido, lieve tuttavia ebbe l’effetto di una scossa tellurica nei loro sensi. Entrambi percepirono la pelle dell’altro prima mai così precisa e vicina, la pressione delle loro mani, l’intimità di un contatto anelato fin dagli inizi del tempo. Li invase un calore palpitante nelle ossa nelle vene nell’anima, qualcosa che non conoscevano o che avevano del tutto scordato, perché la memoria della carne è fragile. Tutto scomparve intorno ed ebbero coscienza solo delle labbra unite che prendevano e ricevevano.”

“Tendete solo al presente. Non sciupate energia piangendo sul passato o sognando il domani. La nostalgia consuma e annienta, è il vizio degli esiliati. Dovete stabilirvi come se fosse per sempre, bisogna avere il senso della stabilità.”

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