Le più belle giocate di Serena Williams COMMENTA  

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Serena Williams ha chiuso un anno strepitoso con il secondo titolo al Roland Garros a 11 anni dal primo. Sharapova battuta 64 64. E’ la più anziana vincitrice del torneo nell’Era Open. Detronizzata 6-4 6-4 in 1h46′ Maria Sharapova, campionessa uscente, che aveva iniziato meglio portandosi sul 2-0, ma poi ha dovuto subire lo strapotere di Serena e non le è bastato il sostegno della maggioranza del pubblico francese. E’ lo Slam numero 16 per Serena, che undici anni fa non parlava una parola di francese e ora si esprime più che dignitosamente nella lingua di Molière: “Incroyable”, è l’aggettivo più utilizzato nel dopopartita. La Williams fa buon viso a cattivo gioco e aspetta solo il momento buono per prendersi la rivincita. Nel game successivo si fa più aggressiva e arriva il momento tanto atteso: porta a casa il controbreak con uno smash di rara potenza e con un ruggito restituisce a Masha tutti i “Come on!” precedenti in un colpo solo.

La Williams si mette in tenuta da battaglia, con i capelli raccolti come contro la Kuznetsova: brutto segno per la siberiana. Sul 4-2, però, qualcosa si inceppa e Serena viene raggiunta sul 4-4, dopo un dritto fuori misura: l’americana, infastidita dal vento, non si spiega l’errore.

Il secondo set si apre come si è chiuso il primo. Williams in pressing e Sharapova in difficoltà: il primo game è una maratona. La siberiana si difende con le unghie e con i denti (senza smettere di urlare “Come on!”) e cancella 5 palle break per la gioia degli spettatori. Ma, dopo un paio di game, deve cedere: 2-1 Williams e servizio.

Continua l’estenuante braccio di ferro da fondocampo e le palle corte sono merce rara. La sfida fra Errani e Radwanska sembrava appartenere a un altro sport.

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La statunitense va sul 3-1 e controlla il match, mentre il pubblico si concede una spettacolare “ola”, contenuta a fatica dal giudice di sedia Kader Nouni. La russa ci crede ancora e stringe il pugnetto rivolta al proprio angolo, ma Serena non soffre sul proprio servizio: 5-3. Sul 5-4, la Williams serve per il titolo e chiude in bellezza con tre ace: Parigi è ai suoi piedi e il trofeo, consegnato da Arantxa Sanchez, finalmente nelle sue mani.

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