Le più belle poesie d’amore di Alda Merini COMMENTA  

Le più belle poesie d’amore di Alda Merini COMMENTA  

Le più belle poesie d’amore di Alda Merini
Le più belle poesie d’amore di Alda Merini

Le più belle poesie d’amore di Alda Merini hanno segnato la storia della poesia italiana. 

La “poetessa dei Navigli” ha segnato la cultura italiana contemporanea.

Poetessa, scrittrice e aforista milanese, Alda Merini ci ha regalato delle perle di saggezza non poco indifferenti.


Vediamo le sue più belle poesie d’amore.

Da “Folle, folle, folle di amore per te”

Io sono folle, folle,
folle di amore per te.

Io gemo di tenerezza
perché sono folle, folle,
perché ti ho perduto.
Stamane il mattino era sì caldo
che a me dettava questa confusione,
ma io ero malata di tormento
ero malata di tua perdizione.

Non avessi sperato in te
e nel fatto che non sei un poeta
di solo amore
tu che continui a dirmi
che verrai domani
e non capisci che per me
il domani e’ gia’ passato.

Da “Alla tua salute, amore mio”

Amore,
vola da me
con l’aeroplano di carta
della mia fantasia,
con l’ingegno del tuo sentimento.

Vedrai fiorire terre piene di magia
e io sarò la chioma d’albero più alta
per darti frescura e riparo.
Fa’ delle due braccia
due ali d’angelo
e porta anche a me un po’ di pace
e il giocattolo del sogno.

L'articolo prosegue subito dopo

Ma prima di dirmi qualcosa
guarda il genio in fiore
del mio cuore.

Accarezzami, amore,
ma come il sole
che tocca la dolce fronte della luna.
Non venirmi a molestare anche tu
con quelle sciocche ricerche
sulle tracce del divino.
Dio arriverà all’alba
se io sarò tra le tue braccia.

Sono folle di te, amore
che vieni a rintracciare
nei miei trascorsi
questi giocattoli rotti delle mie parole.
Ti faccio dono di tutto
se vuoi,
tanto io sono solo una fanciulla
piena di poesia
e coperta di lacrime salate,
io voglio solo addormentarmi
sulla ripa del cielo stellato
e diventare un dolce vento
di canti d’amore per te.

Leggi anche

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*