Le qualità necessarie per diventare un leader di successo COMMENTA  

Le qualità necessarie per diventare un leader di successo COMMENTA  

Da sempre ci si interroga se leader si nasca o si diventi e, in effetti, entrambe le scuole di pensiero hanno dei buoni argomenti a favore. Tuttavia, a prescindere dallo schieramento a cui si appartiene, non c’è dubbio che per essere un leader di successo bisogna imparare o essere dotati di alcune qualità. Riconoscere quali sono le abilità di cui si ha bisogno per far funzionare il proprio business è in realtà molto più difficile di quanto si possa pensare: il motivo è che entrano in gioco sia aspetti psicologici sia pratici.


Qualità psicologiche

Il concetto stesso di leadership -ovvero guida, comando – implica che ci sono persone che hanno bisogno di essere guidate, i cosiddetti followers; da ciò sembra derivare che “leader si nasce, non si diventa”. Tuttavia, quanto appena detto non preclude la possibilità di far funzionare il proprio business anche a chi leader non è: in questo caso, bisogna riconoscere chi è il capo e capire quali qualità questo possiede. Per prima cosa, dunque, ci si concentra su gli aspetti meramente psicologici della leadership.


 

  • Autovalutazione – E’ opinione di chi scrive che la dote principale di un leader è la capacità di riconoscere con onestà e obiettività le proprie qualità e i propri limiti. Sono innumerevoli gli esempi di innovatori nel mondo egli affari che, pur possedendo le qualità necessarie per creare prodotti nuovi ed unici, non sono stati in grado di gestire il proprio business e di farlo funzionare; in questi casi, sebbene tali soggetti abbiano mantenuto un certo controllo sulla propria attività, si è reso necessario delegare il comando a persone in grado di gestire e far fruttare i loro affari.

 

  • Stile di leadership – Il modo in cui un leader esercita il comando ha un impatto considerevole sulla cultura aziendale. Sebbene ogni individuo sia unico e siano stati individuati numerosi, diversi modelli di leadership da parte degli studiosi, questi possono essere ricondotti a tre tipologie principali: lo stile autoritario, quello innovativo e il modello di leadership del gruppo. Parte del processo di individuazione dello stile di comando più appropriato alla propria attività consiste proprio nel riconoscere a quale categoria si appartiene. Non è probabilmente possibile applicare ciascuno stile ad un individuo in modo perfetto, ma è verosimile che uno degli stili risulti dominante. Ad esempio, alcune persone pretendono di avere il controllo completo sul processo decisionale e si aspettano che chi lavora per loro segua le loro indicazioni senza esitazioni. Al contrario, il leader innovativo pretende un confronto con e tra i propri dipendenti da cui possano scaturire idee che verranno poi implementate con passione e impegno. Infine, la team leadership si basa sull’abilità del leader di creare un ambiente aziendale in cui il coinvolgimento dei dipendenti riveste un ruolo importante;  il leader terrà in considerazione le proposte dei propri dipendenti e, se appropriate, le utilizzerà nella definizione della strategia aziendale.

 

  • Integrità – Generalmente, si tende ad escludere l’integrità dalle doti che un leader dovrebbe possedere; tuttavia, sebbene si possa sostenere che l’integrità venga instillata nelle persone dall’educazione ricevuta, quando si diventa il leader di una attività questa passa in secondo piano e diventa subordinata alla necessità e alla volontà di mantenere le proprie intenzioni segrete non solo ai collaboratori, ma anche e soprattutto ai concorrenti. Tutto ciò potrebbe sfociare nella paura che altri – anche i dipendenti stessi – possano rubare le nostre idee e diventino migliori di noi. Tuttavia, i collaboratori capiranno se il loro leader sta agendo con integrità o meno e, dunque, è importante che questi sia onesto nei confronti dei propri dipendenti e di tutti gli altri soggetti che vantano degli interessi nei confronti dell’attività.

 

Qualità pratiche

Come già sostenuto, esistono anche delle qualità di stampo pratico che un leader può imparare per accrescere e migliorare le proprie qualità innate.


 

  • Competenza – Le competenze rivestono un ruolo particolarmente importante per chi detiene il comando; infatti, i dipendenti perdoneranno errori occasionali ai propri leader, ma non continueranno a farsi guidare da chi non ha le conoscenze sufficienti o che manca delle competenze necessarie per svolgere le proprie attività. In genere, ci si aspetta che il capo conosca i prodotti e i servizi offerti dall’impresa e sappia come gestire e controllare il proprio business. La mancanza di queste competenze si manifesterà piuttosto velocemente in risultati deludenti che, a loro volta, minacceranno il posto di lavoro dei dipendenti stessi. Il saper fare non coincide necessariamente con le competenze che un leader possiede, ma certamente i due aspetti sono tra loro collegati; la conoscenza si estende ben oltre i confini del business in cui si opera. Un buon leader sa che è necessario conoscere i propri concorrenti, l’ambiente in cui si opera, i consumatori a cui si rivolge la propria offerta e la comunità locale all’interno della quale l’attività si svolge. L’abilità richiesta al leader è, in questo caso, la capacità di individuare quali informazioni e quali conoscenze sono necessarie e ottenerle; inoltre, le conoscenze acquisite dovranno poi essere efficacemente utilizzate.

 

  • Comunicazione – I grandi leader sono senza dubbio dei buoni comunicatori; tutti i leader dovrebbero dunque aspirare a diventarlo poichè questa abilità influenza direttamente la motivazione e la produttività dei propri dipendenti. La comunicazione diretta tra capo e sottoposti riduce i possibili fraintendimenti che, a loro volta, potrebbero portare a commettere errori. Inoltre, grazie ad essa i lavoratori si sentono valorizzati; ad esempio, un dipendente sarà ben disposto nei confronti di un cambiamento a livello organizzativo se questo gli verrà comunicato e discusso, anzi che imposto.

 

  • Lavoro di gruppo e relazioni – Saper costruire una relazione e uno spirito di gruppo con i propri collaboratori è un’altra importante qualità che un leader deve possedere. Ciascun dipendente ha dei bisogni personali e specifici che devono essere soddisfatti e uno di questi è proprio quello di sentirsi parte del proprio gruppo di lavoro. Ricerche condotte da esperti quali Mitzberg, nella prima parte del secolo scorso, hanno dimostrato che, quando i dipendenti vengono coinvolti nel proprio team di lavoro – il che include avere la possibilità di prendere parte al processo decisionale – , questi si impegnano molto di più. Il lavoro di gruppo crea lealtà e migliora le perfomance a) aumentando il tasso di ritenzione della forza lavoro e b) migliorando la produttività e la qualità del lavoro stesso. E’ il leader a dover instaurare le relazione con i dipendenti e ad incoraggiare il lavoro di gruppo all’interno del proprio business.

 

SOMMARIO

Come si è cercato di dimostrare con questo articolo, riconoscere le doti necessarie per creare un business di successo richiede una combinazione di capacità di individuare le proprie abilità e i bisogni delle persone con cui si lavora. Non conoscere se stessi e non capire come gestire in modo efficace chi lavora per noi è la base per l’insuccesso.

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