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Le “Ragazze morte” di Nancy Lee

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Le “Ragazze morte” di Nancy Lee

Sono trascorsi diversi anni ormai dalla primissima edizione, eppure ho avuto modo solo ora di apprezzare il primo romanzo della scrittrice gallese Nancy Lee, “Ragazze morte”. Un’opera prima che ha riscosso un successo enorme e che, ancora oggi, a un decennio dalla pubblicazione, continua a fare discutere.

“Ragazze morte” potrebbe essere paragonato a un coro. Nancy Lee ci parla di una giovane donna divisa tra una presenza e un’assenza, una madre alle prese con la scomparsa della figlia, due amiche in fuga da se stesse in una corsa disperata, una ragazza randagia che trova riparo in un negozio di tatuaggi, un’adolescente che viene “venduta” dal suo ragazzo a un amico per San Valentino. Voci distinte, ognuna con la proprie caratteristiche ma tutte incredibilmente simili, unite da quello che potrebbe essere il filo rosso che rende complementari le nostre vite.

L’estrema introspezione dei personaggi è uno dei punti di forza del romanzo.

Leggendolo, si ha come l’impressione che l’autrice abbia vissuto in prima persone le vicende dei propri personaggi. Ora è una donna affranta, ora un’adolescente, ora un uomo maturo… Nonostante la diversità di punti di vista, “Ragazze morte” non perde mai ritmo e intensità. Le scene sono così realistiche che si prova la stessa sensazione del curioso che sbircia una coppia isolata.

Solo leggendolo se ne può comprendere la portata. “Ragazze morte è uno di quei libri che fanno riflettere, che pongono grandi interrogativi e validi spunti di meditazione sulla nostra società e su chi siamo realmente. Un romanzo che unisce e intreccia le linee delle nostre vite.

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