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Le richieste degli ebrei ultraortodossi dividono Israele

Esteri

Le richieste degli ebrei ultraortodossi dividono Israele

Sono giorni di tensione in Israele, e questa volta non è dovuta ai test missilistici compiuti dall’Iran.

Il 31 dicembre infatti circa cinquecento haredim (letteralmente “coloro che tremano davanti alla parola di Dio”) hanno sfilato per le strade del quartiere ultraortodosso Mea Sharim a Gerusalemme vestiti con i famosi “pigiami a righe” completi di Stella di David gialla appuntata al petto e la scritta “ebreo” in tedesco. Per la riuscita della manifestazione sono stati coinvolti anche alcuni bambini, uno dei quali ripreso mentre alzava le braccia in segno di resa, in modo da ricordare una celebre foto scattata nel ghetto di Varsavia.

Il 27 dicembre nella cittadina di Beit Shemesh una bambina era stata oggetto di insulti e sputi da parte di un gruppo di ebrei ultraortodossi, a loro giudizio colpevole di indossare un abbigliamento poco consono.

Gli haredim, che si dicono “perseguitati come sotto il nazismo”, sostengono il prevalere della legge religiosa su quella statale e la segregazione della donna, attraverso posti riservati sugli autobus (i trasporti pubblici di Gerusalemme si sono già attrezzati in tal senso), file separate alle poste, stazioni di polizia senza donne poliziotto, ingressi separati nei negozi e una più generale sobrietà nell’abbigliamento.

La maggioranza degli israeliani pare non apprezzare affatto questo ritorno ad una società arcaica.

Nonostante ciò gli haredim sono rappresentati al Parlamento israeliano del partito Shas, e un loro membro di spicco, Eli Yishai, che ricopre la carica di ministro degli Interni, si è detto “sconvolto” dalla messa in scena dell’olocausto, ma ha ricordato anche le “critiche selvagge” alle quali gli ultraortodossi sono sottoposti.

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