Le tartarughe a rischio del Costa Rica

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Le tartarughe a rischio del Costa Rica

 

Inciampando sulla sabbia bagnata, le mie ginocchia cedettero producendo un sonoro tonfo. In quel momento, mi chiesi seriamente cosa mai mi avesse fatto pensare che quella sarebbe stata una buona idea. Stavamo perlustrando una spiaggia sulla costa del Costa Rica nel cuore della notte. C’era la luna nuova e la notte era scura e senza stelle come il velluto. Tutto quello che avevamo erano le nostre torce a infrarossi rotte. Alla nostra destra, riuscivo a sentire il rumore del mare, e le onde che ruggendo si infrangevano su questa selvaggia isola. Eravamo alla ricerca dei nidi di tartarughe marine, e facevamo parte di un programma di volontariato istituito dalla Costa Rica.

La stagione di nidificazione era delle tartarughe verdi. Così ogni notte, intorno alle 22:00, indossando gli stivali di immersione e spray insetticida affrontavamo la terra umida della spiaggia per cercare i nidi di tartaruga. Il buio rendeva difficile orientarsi, soprattutto quando si camminava attraverso il sottobosco sottile.

Infine, la mia pattuglia nella terza notte, individua i segni di una tartaruga femmina in arrivo per nidificare, le pinne che fanno solchi nella sabbia soffice tirandosi sulla spiaggia.

Seguendo le tracce, troviamo una grande tartaruga verde. L’abbiamo guardata in silenzio, tenendo gli occhi aperti per evtuali bracconieri e nel caso aiutarla. Quando finì, lei stessa usò ricoprì il suo tesoro con sabbia e foglie. Si è trattato di un’emozione sconvolgente vederla deporre le uova e occuparsi della loro salvezza.

Le tartarughe marine sono in pericolo di estinzione e il tasso di sopravvivenza della loro prole è appena del 2%. Questa femmina e le sue uova rappresentano un’opportunità fondamentale per dare un impulso alla crescita della loro popolazione. Lo sforzo sembra esaurire la nostra tartaruga, che alla fine arrivata al mare si lascia trasportare via. Decidiamo di lasciare il nido così com’è. In fondo aveva scelto un luogo perfetto, sufficientemente appartato e al sicuro dalle onde invadenti, non vi era alcuna possibilità che il suo nido fosse lavato via dal mare. Abbiamo scelto di lasciare smarcato il nido per scoraggiare i bracconieri, limitandoci a segnare sulla nostra mappa il luogo di nidificazione per i ricercatori.

In pochi mesi, le uova si sarebbero schiuse e una sessantina di piccole tartarughe marine verdi emergeranno, tentando la loro via d’uscita dalla sabbia e verso il mare, cercando di sopravvivere nel loro cammino agli attacchi dei loro predatori: granchi, uccelli e cani.

Una volta in acqua, questi piccoli dovranno sopravvivere ai pesci, agli squali e alle razze, senza tralasciare i gabbiani e le anguille. Se sopravvivono, dopo molti anni, le femmine torneranno alla spiaggia dove sono nate per deporre loro stesse le uova e riavviando così il ciclo della vita.

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