Le volontarie di ‘Enpa’ nude davanti all’obiettivo: ‘A nudo per amore degli animali’ COMMENTA  

Le volontarie di ‘Enpa’ nude davanti all’obiettivo: ‘A nudo per amore degli animali’ COMMENTA  

Si sono fatte fotografare in versione ‘nature’ alcune ragazze volontarie di una associazione animalista per rilanciare in modo più incisivo una campagna di sensibilizzazione contro l’abbandono delle bestiole.


Le ragazze si sono fatte immortalare in compagnia di cani, gatti, conigli, cavie peruviane e tartarughe, e le immagini possono essere adesso acquistate su internet sotto forma di taccuino. La campagna di sensibilizzazione è stata prodotta da una nota stilista italiana ed ha visto la luce anche grazie alla generosità della fotografa, che non ha preteso il pagamento dei suoi scatti davvero ben riusciti.


L’agenda si può acquistare anche “on line” con un’offerta minima di 15 euro, e la cifra che verrà raccolta sarà utilizzata per finanziare un impianto di riscaldamento per un canile cittadino a Vicenza, che possa consentire ai cani di superare l’inverno senza traumi per la bassa temperatura.


Il taccuino potrà essere utilizzato per appuntarsi gli eventi della giornata, ma contemporaneamente riflettere sull’abbandono delle povere bestiole, una vera e propria piaga che colpisce il nostro paese da sempre, e in special modo nel corso della stagione estiva.

L'articolo prosegue subito dopo


Il progetto denominato “A nudo per amore”, consta di una serie di scatti dove le protagoniste posano nude insieme a cani, gatti, tartarughe, cavie e coniglietti, ed è stato realizzato dalla ‘Enpa Onlus‘ di Vicenza, dedita all’accudimento delle bestiole ospitate nel canile cittadino.

La struttura che ospita i cani è divisa in due aree, una gestita dal Comune, e l’altra, denominata “Nuova casa del cane”, gestita proprio dall’Enpa. Sara Marangon, una delle volontarie dell’associazione ha raccontato a Cronaca Vera le vicissitudini del canile: ‘Fino al 2006 il canile era a Marola, in provincia di Vicenzain una zona molto vicina al fiume, e ogni volta che pioveva l’acqua allagava tutto e bisognava portare via gli animali con la barca, per evitare che morissero annegati. Quando poi le bestiole sono state spostate a Vicenza, la situazione è migliorata, anche se restano tante altre emergenze, come quella del freddo, per esempio. Qui d’inverno si raggiungono anche i meno sette gradi, e a farne le spese sono i cani più anziani e cagionevoli’.

 

Leggi anche

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*