Le Zone Blu della longevità COMMENTA  

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Dan Buettner, esploratore e scrittore, è un giornalista scientifico che nel suo libro, pubblicato dalla National Geographic, riporta le sue ricerche sulla longevità e su quelle che lui definisce le “Zone Blu”, ovvero, zone del globo ove vi è una maggiore concentrazione di longevi; fra le prime classificate è riportata l’isola di Okinawa, seguono la Sardegna, la cittadina di Loma Linda in California e la penisola di Nicoya nel Costa Rica. Buettner, insieme al suo team di esperti, ha constatato che uno dei segreti  della longevità delle popolazioni di queste zone è l’alimentazione, ricca di frutta e verdura e povera di carne.


Tra gli alimenti che Buettner ha definito “cibi della longevità” o “Supercibi” ci sono:

fagioli: ricchi di sostanze nutritive e protettive, ferro, calcio e fibra.

I fagioli, e più in generale i legumi,  possono sostituire completamente carne e pesce per quel che concerne l’apporto proteico;

frutta secca: consumata anche più di cinque volte a settimana dagli abitanti di Loma,in California.

La frutta secca, è stato dimostrato, riduce il rischio di malattie coronariche, abbassa i livelli di colesterolo LDL e svolge un’azione positiva sul controllo della pressione arteriosa;

la buccia e i semi dell’uva, invece, contengono antiossidanti chiamati polifenoli che proteggono le cellule dai danni provocati dai radicali liberi.

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L’aumento del consumo di polifenoli derivati dall’uva, come quelli contenuti nel vino rosso, quindi, possono contrastare il declino cognitivo che accompagna lo sviluppo del morbo di Alzheimer. Gli abitanti della Sardegna, bevono un vino locale chiamato Cannonau che contiene resvetatrolo in una percentuale tre volte maggiore rispetto ad altri vini. Il resvetatrolo è una sostanza che pare riesca a prevenire il cancro e limitare la formazione di tumori;

latte di capra: la dieta dei sardi include una vasta varietà prodotti caseari ottenuti con latte di capra che, rispetto a quello di vacca, contiene una più alta percentuale di calcio, vitamine A e B6, potassio e niacina. Secondo uno studio condotto dall’Università di Granada, in caso di carenza di ferro e demineralizzazione delle ossa, il latte di capra sarebbe insomma un validissimo alleato;

patate dolci: la zona blu di Okinawa in Giappone si caratterizza per un forte consumo di patate dolci; queste contengono un’alta percentuale di vitamine A e C, potassio, acido folico, beta-carotene e fibre. La varietà viola tipica di Okinawa contiene il 150% in più degli ossidanti forniti, per esempio, dai mirtilli. Le patate dolci sono così apprezzate nell’isola che è stata persino eretta una statua in memoria di Noguni Sokan, l’uomo che per primo, dalla Cina, portò le sementi, in seguito trasformate in tuberi, a Okinawa.

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