Leadership femminile, l’importanza delle donne nel lavoro di oggi

Economia

Leadership femminile, l’importanza delle donne nel lavoro di oggi

Marissa Mayer, Sheryl Sandberg, Mary Barra, Meg Whitman, Carly Fiorina, Lucy Peng, Wang Hsieh Hong: cosa accomuna queste donne? L’essere top manager di grandi aziende. Nell’ordine, Yahoo!, Facebook, General Motors, Hewlett Packard (Fiorina è stata presidente e AD della società dal 1999 al 2005, ora è in lizza per la nomination presidenziale alle elezioni Usa 2016 per i Repubblicani; Whitman ricopre lo stesso incarico dal settembre 2011), Ali Baba, HTC. Multinazionali non solo della new economy (Yahoo!, Facebook, Ali Baba), ma anche dell’hardware (Hewlett Packard, HTC) e della old economy (GM è tra i maggiori produttori mondiali di auto, con decine di marchi).
Molte di queste top manager, inoltre, sono anche madri, tuttavia “siamo ancora a 100 anni di distanza dalla parità fra i sessi”. E ad affermarlo non è un uomo, ma il chief operating officer di Facebook, Sheryl Sandberg che ha sottolineato quanto sia lunga e stressante per le donnela strada verso le posizioni più alte”.

Ne consegue pertanto che le donne sono meno propense, rispetto agli uomini, a tentare la carriera come top manager, e non per motivi legati alla famiglia ma proprio per via dei ritmi stressanti a cui si viene sottoposte.

Tuttavia non è solo questione di determinazione e forza di volontà. Se si vuole, infatti, scalare la vetta verso il successo diventa necessario accrescere le proprie capacità e qualità professionali. E queste s’incrementano anche tornando sui banchi di scuola. All’estero è considerato normale che top manager, di entrambe i sessi, di grandi aziende e multinazionali, si prendano dei periodici sabbatici per tornare a studiare. Perché la formazione è considerato un tassello basilare della crescita sia loro sia delle aziende per cui lavorano. Ed è proprio sulla formazione che insiste Professione Manager, ente specializzato che si propone di creare Leader.

Formazione e femminilità possono risultare un binomio vincente per le aziende, e a dirlo sono proprio quelli che di numeri e di bilanci se ne intendono di più, i banchieri.

Un’indagine del 2014 condotta dal Credit Suisse Research Institute dimostrava, infatti, come una maggiore presenza femminile nelle posizioni manageriali migliorasse le performance aziendali e una maggiore diversità di genere portasse con sé innovazione e creatività. Su questo punto insiste anche Sandberg affermando che “quando le donne restano bloccate, Corporate America resta bloccata” perchè per la crescita economica di ogni paese diventa essenziale usare tutti i talenti, donne o uomini che siano, a disposizione. Se poi si tiene presente come il numero delle donne istruite sia più alto di quello degli uomini si vede come “formazione e femminilità” sia destinata ad affermarsi sempre di più.
Se quindi il “soffitto di vetro” – per le donne che vogliano fare carriera – sembra essere infranto, il lavoro da fare risulta ancora tanto.

Carlo Faricciotti

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