Lecce: Semeraro apre ai Tesoro. Che frenano

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Lecce: Semeraro apre ai Tesoro. Che frenano

Se Bari piange, Lecce non ride. E non stiamo parlando di classifica visto che i galletti stanno provando ad affacciarsi in zona playoff mentre i salentini non smettono di credere ad una salvezza comunque sempre difficile. L’argomento sono le vicende societarie che vedono le squadre più rappresentative della regione da tempo in vendita senza però che alla volontà delle famiglie Semeraro e Matarrese di farsi da parte corrispondessero adeguati interessamenti. Ma se la situazione è in continuo divenire (la novità del giorno è il ritorno di Claudio Garzelli nel ruolo di direttore sportivo, dimissionario solo pochi giorni fa dal ruolo di amministratore unico), anche in Salento comincia finalmente a muoversi qualcosa. Dalle pagine del Nuovo Quotidiano di Puglia il patron uscente Giovanni Semeraro ha dato ufficialmente il via libera alle trattative con la famiglia Tesoro, entrata prepotentemente in scena da qualche giorno e pronta a rilevare il pacchetto di maggioranza della società della città natale di Savino e del figlio Antonio.

La mia era è finita – ha detto Semararo –, quando prendo una decisione non torno indietro.

E’ ora che la mia famiglia pensi a sé stessa, al patrimonio da garantire ai figli. Ma questo non vuol dire che svenderò il Lecce né che lo cederò ad un interlocutore che non mi convince. Ho letto della disponibilità dei Tesoro ma non so nulla del loro reale interesse (Semeraro ha demandato le trattative all’ad Cipollini) né di quanto siano davvero vicini all’acquisto del Lecce. Di certo chi verrà dopo di noi dovrà essere animato dalla giusta passione oltre che dotato della necessaria disponibilità economica. Posso solo dire di aver conosciuto sia il padre che il figlio e che mi abbiano fatto un’ottima impressione: da quando misi in vendita la società, il 23 maggio, quello con i Tesoro è stato l’unico contatto serio che ho avuto”. Se son rose fioriranno, dunque, ma qualche anomalia rimane. In primo luogo quella che vede l’azionista di maggioranza della società delegare completamente al proprio amministratore il compito di trovare gli acquirenti ed iniziare la trattativa.

Difficile, comunque, che i Semeraro si siano davvero limitati ad un semplice contatto con i Tesoro, più credibile che gli attuali padroni vogliano rimanere sul vago.

Da qui a dire che il Lecce sta per essere venduto il passo è comunque lungo. In primo luogo perchè lo stesso Antonio Tesoro, pur ammettendo l’interesse, ha dichiarato che “la trattativa deve ancora cominciare. Dobbiamo ancora studiare i presupposti economici“. Molto poi dipenderà dall’esito del campionato. Quella di oggi è infatti quasi una scatola vuota tra tanti prestiti e pochissimi giocatori di proprietà: un conto sarà ovviamente trattare la cessione di un Lecce ancora in Serie A, tutto un altro pensare ad un ciclo da ricominciare da capo tra i cadetti, con la salvezza come primo necessario obiettivo. Al tutto compartecipa la scarsa partecipazione della città che, come fatto notare dallo stesso Semeraro, “rappresenta un caso anomalo. Il bacino di utenza è limitato ed al nostro fianco ci sono pochissimi sponsor”.

Impossibile infine che i tifosi giallorossi non nutrano più di un dubbio sulla famiglia Tesoro: come noto infatti gli imprenditori edili salentini di nascita ma varesini d’adozione non sono affatto dei neofiti del pallone, avendo già tentato in passato la scalata al Torino prima di acquistare la gloriosa Pro Patria, dai Tesoro portata ad un passo dal ritorno in B prima di un triste fallimento. Da dimenticare anche l’esperienza successiva, a Como, quando il sodalizio con il presidente Di Bari finì malissimo e produsse pure una frattura non ancora ricomposta tra papà Savino ed il figlio Antonio. Insomma in città regna la preoccupazione, né l’incerto destino dei cugini biancorossi rappresenta per il momento una fonte di consolazione.

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