Lega, è l’inizio dell’era di Roberto Maroni

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Lega, è l’inizio dell’era di Roberto Maroni

Roberto Maroni

Assago (MI) – Per il Carroccio è arrivato il momento del passaggio di consegne: Roberto Maroni, a margine del Congresso federale della Lega Nord, presso il Forum di Assago, riceverà l’investitura a segretario federale del partito. «Se il congresso mi eleggerà, sarò segretario senza tutele, senza commissariamenti, senza ombre e con il coinvolgimento di tutti. Oggi non c’è la nuova Lega, oggi parte la Lega Nord per l’indipendenza della Padania».

L’ex ministro dell’Interno dell’ultimo Governo Berlusconi ha precisato di non collocarsi «contro l’Europa e contro l’euro, a condizione che si possa creare una nuova Europa». Se questo non dovesse accadere, il nuovo leader leghista ha dichiarato seccamente che sarebbe meglio uscire dalla moneta unica, «succeda quello che succeda».

Se l’Europa, almeno per ora, non costituisce un ostacolo, chi è, allora, il peggior nemico del Carroccio? Sempre il solito: Roma ladrona: «Il Governo Monti è il vero nemico della Padania» sentenzia Maroni, il quale vorrebbe sopprimere «almeno 10 ministeri inutili, a partire da quello della Coesione sociale». Insomma, la nuova strada porta «via da Roma e dalle sue poltrone».

Maroni ha ben chiaro il futuro della Lega, per il quale è necessario il sostegno anche di coloro rimasti delusi dai recenti avvenimenti che hanno sconvolto il Carroccio. La Lega, annuncia nel suo discorso, deve ritornare potente come negli anni passati, diventando «il primo partito di tutte le regioni della Padania. Il nostro obiettivo è riconquistare il territorio e questa è la chiave del nostro successo e la nuova fase deve passare da qua».

La successione avviene con la benedizione, seppur a denti stretti, del Senatùr Umberto Bossi, il quale rievoca l’episodio biblico di Salomone e il bambino conteso: «Bisognava impedire che la Lega si distruggesse. Qualcuno non l’ha capito. L’ho fatto io. Allora il bambino è suo».

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