Legge elettorale, accordo raggiunto ma Berlusconi dice no: vuole avere la libertà di scegliere i candidati COMMENTA  

Legge elettorale, accordo raggiunto ma Berlusconi dice no: vuole avere la libertà di scegliere i candidati COMMENTA  

L’accordo sulla nuova legge elettorale era ad un passo, mancava solo la firma. E di questi tempi si trattava di un risultato importante, con le elezioni che si avvicinano e i partiti in fibrillazione per la scelta dei candidati premier da presentare alle prossime consultazioni politiche. Tanto più che la legge incarnava lo sforzo congiunto di quattro rappresentanti di diversi partiti: Denis Verdini (Pdl), Lorenzo Cesa (Udc), Maurizio Migliavacca (Pd), Italo Bocchino (Fli). Mentre questo strano canotto si avvicinava al traguardo, però, uno dei vogatori ha lasciato cadere il proprio remo, chiamandosi fuori ad un metro dalla fine della regata.


Verdini, infatti, ha deciso di non appoggiare più il documento, spiegando, come riporta Repubblica, che «il presidente Berlusconi ha deciso che così non va, non possiamo accettare, preferisce tenersi il sistema attuale». Il motivo di questo dietrofront va ricercato nel rifiuto da parte dell’ex premier delle preferenze: Berlusconi, in vista del ritorno in auge di Forza Italia, intende avere campo libero nella selezione dei candidati. Inoltre, con la vecchia legge, il cosiddetto Porcellum, il Cavaliere crede di poter impedire una maggioranza al Senato.


La decisione di Berlusconi rappresenta una vera e propria inversione ad U rispetto alle precedenti posizioni del Pdl, i cui rappresentanti si erano applicati per accantonare il Porcellum e il suo premio di maggioranza al partito o alla coalizione che avesse vinto le elezioni.


In più, sembrerebbe una prova in più a riguardo della sempre più probabile ricorso da parte dell’ex premier ad un Forza Italia 2.0, lasciando il Pdl in mano ad Alfano o qualsiasi altro candidato che le primarie, se ci saranno, avranno il compito di indicare.

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