Legge elettorale: buio assoluto

Roma

Legge elettorale: buio assoluto

Dopo tante discussioni e disquisizioni, ancora non si riesce ad intravedere una soluzione volta a sciogliere il nodo sulla legge elettorale; a dire il vero i parlamentari si accusano a vicenda come alunni indisciplinati quando c’è la supplente e ancora una volta spetta al Quirinale, attraverso il Presidente di Palazzo Madama, fare la voce grossa per riportare la situazione entro limiti ragionevoli.

Ricordiamo che Renato Schifani, la scorsa settimana, aveva avvisato i vari gruppi che se non si fosse approdati ad una stesura definitiva della proposta, avrebbe passato la parola ad una riunione della confederazione dei capigruppo, per portare la discussione in aula anche senza l’accordo dei partiti.

Così ieri dopo aver bussato alla porta di Napolitano, ha lanciato un fermo appello ai parlamentari, invitandoli alla “responsabilità”, quella che dovrà portare all’accordo definitivo sulla legge elettorale, altrimenti la parola passerà direttamente all’assemblea del Senato “si avverte l’esigenza che venga investita l’aula”, dice Schifani,

Tuttavia ciononostante non si riesce a cavare un ragno dal buco: Alfano continua a chiedere le preferenze dei collegi e boccia il premio di maggioranza per il primo partito al 15%, Bersani rema dalla parte opposta, Casini insiste sulle preferenze, Berlusconi invece non le vuole e vuole comandare tutto solo: insomma Buio assoluto

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