Legge elettorale, cosa prevede l’Italicum COMMENTA  

Legge elettorale, cosa prevede l’Italicum COMMENTA  

Il ministro delle riforme e rapporti col parlamento Maria Elena Boschi alla Camera al termine del voto sulla legge elettorale Italicum, Roma, 4 maggio 2015. ANSA/ANGELO CARCONI

L’Italicum è legge. Dopo l’approvazione di ieri alla Camera dei Deputati, la nuova legge elettorale fortissimamente voluta dal governo Renzi andrà sul tavolo del Presidente della Repubblica, che se la riterrà non in contrasto con i principi della Costituzione, la firmerà.

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Ultimo passaggio tecnico, la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Ma cosa prevede la nuova legge? Innanzitutto essa riguarda le elezioni politiche nazionali, non quelle regionali o le europee.

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Inoltre entrerà in vigore a luglio 2016 e dovrebbe riguardare solo la Camera dei Deputati, dato che il Senato della Repubblica dovrebbe trasformarsi in istituzione non eletta.

Vediamo ora nello specifico i punti-cardine della nuova legge. La lista che ottiene il 40% dei voti ottiene un premio di maggioranza: 340 seggi sui 630 in palio.

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Se nessuna lista supera il fatidico 40%, si va a un secondo turno, un ballottaggio che coinvolge solo le due liste meglio piazzate. Chi vince il secondo turno, prende il premio. I restanti 290 seggi sono smistati con il principio proporzionale. Se un parito o una lista non ottiene almeno il 3% dei voti (soglia di sbarramento) non entra alla Camera, nemmeno dopo l’eventuale ballottaggio. Il territorio è suddiviso in 100 collegi, ognuno dei quali elegge 6-7 deputati. Il primo nome della lista, il capolista, è bloccato, cioè è eletto in automatico se scatta il seggio, l’elettore può però scegliere altri due candidati, ma di genere diverso l’una dall’altra. Ogni candidato può presentarsi in più collegi, fino a 10.

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