Legge di Stabilità, a primavera il giudizio definitivo della Commissione UE COMMENTA  

Legge di Stabilità, a primavera il giudizio definitivo della Commissione UE COMMENTA  

Sembra ormai definitivo il rinvio a primavera per il giudizio finale sulla Legge di Stabilità varata dall’esecutivo presieduto da Matteo Renzi da parte dei tecnici della Commissione UE.

Ci si aspettava una risposta a breve termine, ma non sarà così, perché le clausole per riforme e investimenti non hanno incontrato un’opinione comune all’interno della Commissione.

Secondo alcune fonti, il maggiore oppositore sarebbe il vice presidente Valdis Dombrovskis, la cui posizione sarebbe quella di non fare alcuna concessione. Possibilista potrebbe invece essere Pierre Moscovici, commissario per gli Affari Economici e Monetari di Bruxelles, secondo il quale, invece, l’Italia potrebbe essere l’unico paese per il quale si può in effetti discutere.

L’impressione è che Bruxelles abbia scelto di aspettare, così da poter tenere monitorato il cammino delle riforme intrapreso dal governo italiano e, quindi, esprimere il proprio giudizio fra qualche mese, a primavera.

Per ora, secondo il gruppo dei tecnici della Commissione Europea, il rischio che l’Italia non raggiunga gli obiettivi prefissati sarebbe “lieve”, ma sarebbe “significativo” in prospettiva (cioè già per il prossimo anno).

“La comunicazione sulla flessibilità della Commissione” è stata la spiegazione fornita dal ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, “ha lo scopo di incentivare investimenti e riforme strutturali e l’Italia sta cogliendo questa opportunità per realizzare un programma di riforme strutturali senza precedenti insieme ad investimenti orientati a migliorare la capacità produttiva del Paese”.

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Una lettura ottimistica, che tende a trasformare in spinta dinamica quella che, a tutti gli effetti, è una momentanea bocciatura. Il programma economico italiano, in definitiva, non ha infatti convinto la Commissione, o, quanto meno, non lo ha fatto in quel modo diffuso e completo che sarebbe stato necessario per ottenere l’immediato appoggio alla Legge di Stabilità. Certo, la UE non fa dell’intraprendenza e dell’azzardo il proprio motto, per così dire, improntando sempre ogni azione alla massima prudenza, ma questa non è certo una novità.

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