Leggings, fuseaux e pantacollant: differenze

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Leggings, fuseaux e pantacollant: differenze

Moda che vai e moda che vieni: leggings, fuseaux e pantacollant, lanciati sul mercato della moda negli anni ’70-’80, oggi sono tornati di grande moda. Vediamo le differenze tra i tre indumenti di abbigliamento e di biancheria intima

Di grande moda, negli ultimi anni, le ragazze ed anche le meno giovani amano sempre più vestirsi con uno stile glamour e trendy. Nei migliori negozi si trovano sempre più spesso per la stagione sia invernale che primaverile i leggings, fuseaux e pantacollant da indossare da soli o con un tank top o con un vestito corto. Insomma, le idee per abbigliarsi e per essere sempre di grande moda sono molte e si può giocare, ogni giorno, con vari stili diversi per essere sempre al top e di ultimissimo “grido”. Ecco cosa mettere nell’armadio e come capire le differenze tra leggings, fuseaux e pantacollant.

Col termine inglese leggings o “leggins“, in Italia li chiamiamo erroneamente “pantacollant” o “pantacalze” (più raro) si indica comunemente un indumento molto aderente che viene indossato sulle cosce e gambe.

Erroneamente i leggings richiamano alla mente una sorta di pantaloncino molto attillato anche se, in effetti, non deve essere considerato tale. Inoltre, i leggings non hanno niente a che vedere con i gambali né con i collant, non si tratta neppure di semplice biancheria intima come le calze, calzini e collant. Quindi, in definitiva, sebbene gli errori commessi nella lingua italiana nell’appellare leggings le pantacalze o i collant, si deve annoverare con il termine di leggings un tipo distinto di indumento avente la forma di pantalone, molto più attillato, in grado di seguire le forme e le curve del proprio corpo, in particolare del sedere, delle cosce e gambe. I leggings non arrivano fino alla caviglia o oltre come un pantalone ma, di solito si fermano al polpaccio: per chi ha un fisico da top model può permettersi sicuramente di indossarli anche con una maglietta o vestino corto. Si adattano ad ogni tipo di occasione per il lavoro, tempo libero, per praticare fitness, per andare a correre e c’è chi li indossa con un vestito da cerimonia, per “smorzare” l’eleganza dell’abito e conferire un tocco di fashion.

Pensare che i leggings erano usati fino alla seconda guerra mondiale dai soldati come indumento da portare sotto i pantaloni, chi lo avrebbe pensato che la moda li avrebbe rivalutati e sarebbero divenuti un vero e proprio capo glamour? È solo a partire dagli anni ’70 che sulle passerelle si vedono sfilare i leggings, ispirati ai pantaloni Capri proposti da Emilio Pucci ma differenti da essi, in quanto, molto aderenti e senza piede, su creazione della stilista Patricia Field. E negli anni ’80, è il boom dei leggings: la pop star Madonna nel film Cercasi Susan disperatamente li indossa, da qui il successo è assicurato! Sulle passerelle parigine ed italiane iniziano a comparire altri leggings e i fuseaux, da cui differiscono. Per quanto concerne la composizione, i leggings sono in elastam, o in fibre tessili miste di nylon e cotone o poliestere; negli ultimi tempi, sul mercato (specie in quello di alta moda) esistono anche leggings realizzati in lana o seta, da abbinare con un vestito elegante o un tank top in seta lucida, in fantasia o tinta unita.

I pantacollant o pantacalze sono le comuni collant che le donne indossano sotto la gonna o un vestito corto o lungo e possono essere considerate un vero e proprio indumento di biancheria intima che coprono, a differenza dei leggings, il piede e le caviglie e hanno come finalità quella di esaltare la forma delle gambe e piedi, specie se si indossa un sandalo aperto o decolté.

Nel 1959 Allen Grant Sr. Diede origine ai pantacollant in nylon o “pantyhose” che richiamavano alla mente le calzamaglie utilizzate nel medioevo ed in epoca rinascimentale principalmente dagli uomini. I pantacollant coprono entrambe le gambe e cucite assieme tramite un tassello o “gusset”, una specie di mutandina che serve per rendere superfluo l’utilizzo di reggicalze oppure giarrettiera. I pantacollant sono una sorta di “seconda pelle”, aiutano la stessa a traspirare e favoriscono la ventilazione della cute, senza fare sudare o maleodorare la pelle. In commercio, se ne trovano diversi tipi anche di materiali differenti: dai pantacollant a rete, simili ad una rete da pesca, cucita a fili più o meno spesse (rete larghissima, larga, media, micro), pantacollant con un diverso grado di denari, pantacollant in pizzo, o con una trama esagonale o a buchi ovali, pantacollant velate, con un riga sul retro della gamba impunturata con fiocchi e strass (molto sexy), pantacollant bizzarre con due tonalità cromate diverse sulle gambe, fluo, a righe, a quadretti.

Insomma, in commercio, se ne trovano davvero tanti tipi e tonalità cromate.

I fuseaux differiscono sia dai leggings che dai pantacollant in quanto sono un indumento simile al pantalone elasticizzato che termina con un elastico (ghetta) che gira e viene tenuta sotto la pianta del piede al fine di tenere in tensione il pantalone elasticizzato sulla gamba. I fuseaux divennero molto celebri negli anni ’60 quando lo stilista italiano Emilio Pucci fece sfilare in passerella una linea di fuseaux di seta in fantasia, dotati di passanti da inserire e fare passare sotto la pianta del piede per tenere in tensione il pantaloncino. Anche la star Audrey Hepburn in certe pellicole cinematografiche indossa i fuseaux in seta di Pucci; con l’avvento della microfibra e tessuti elasticizzati, i fuseaux cominciarono ad essere prodotti in tessuti come nylon, elastam, poliestere e negli anni ’80-’90 erano utilizzati dalle dive e star hollywoodiane con uno stivale, texano o tronchetto.

Ancora oggi, li potete indossare come all’epoca, sarete veramente molto trendy!

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