Leicester, Vardy minacciato di morte dopo l’esonero di Ranieri COMMENTA  

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Leicester, Vardy minacciato di morte dopo l'esonero di Ranieri
Leicester, Vardy minacciato di morte dopo l'esonero di Ranieri

Dopo l’esonero di Ranieri, Vardy, attaccante del Leicester, è stato additato dai tifosi come uno dei traditori: “Mi minacciano sui social e per strada”.


Il passo pare essere stato breve: da idolo dei tifosi a traditore. Jamie Vardy, poco dopo l’esonero di Claudio Ranieri, è stato incolpato e guardato come uno degli “ammutinati” dello spogliatoio che hanno causato l’uscita del tecnico romano.

Una voce maligna. Una colpa che il giocatore nega ma che si è diffusa in tutto il mondo. E così a macchia d’olio che lo stesso Vardy afferma: “Vengo minacciato di morte sia sui social che per strada”. E pare che le minacce siano state profferite anche alla sua famiglia e più di una volta.

Addirittura, sembra che qualcuno abbia persino cercato di buttare fuori strada la moglie Rebekah. “La storia ormai si è diffusa – dichiara Vardy in un’intervista al The Guardian – – e la gente la cavalca.  Cerco di andare comunque avanti.

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Ma quando cercano di speronare tua moglie in macchina e con i tuoi figli a bordo non è facile. È terrificante”.

Fischi, insulti, minacce. I tifosi delle Foxes continuano a criticare aspramente Vardy anche per il suo non aver mostrato alcun tipo di solidarietà al tecnico. “Il mio nome è stato erroneamente associato alla ragione che ha portato all’esonero di Ranieri – spiega – Ma non è assolutamente così. E per quanto riguarda il mancato messaggio di solidarietà nei confronti di Ranieri, non ho voluto postare nulla perché è successo tutto immediatamente dopo la partita. Ero tornato da Siviglia molto stanco, ho messo i miei figli a letto e sono andato subito a dormire. Il messaggio è arrivato tardi semplicemente perché non sapevo cosa dire. E’ difficile trovare le parole giuste per una persona che è stata per me tanto importante. Mi sembra strano che i messaggi siano giunti tutti insieme. E solo dopo che i giornali ne abbiano sottolineato la mancanza”.

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