Lele Mora si confessa al ‘Fatto Quotidiano’: ‘Il mio declino è colpa della mia vanità’

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Lele Mora si confessa al ‘Fatto Quotidiano’: ‘Il mio declino è colpa della mia vanità’

epa03047053 (FILE) A file photograph showing Dario 'Lele' Mora at the theatre San Babila in Milan, Italy on 23 January 2011. Media reports on 01 January 2012 state that Dario 'Lele' Mora, a friend of Silvio Berlusconi's, a talent scout who is on trial for allegedly recruiting prostitutes for the former prime minister's 'bunga bunga' sex parties, has attempted to commit suicide in a Milan prison. EPA/GIUSEPPE ARESU

Lele Mora, dopo le disavventure giudiziarie e l’uscita dal carcere, si è confessato al ‘Fatto Quotidiano‘ dove ha raccontato le proprie peripezie e alcune succose indiscrezioni sui retroscena del mondo dello spettacolo. L’ex manager delle vip sta scontando gli ultimi due anni dopo la condanna a 6 anni e un mese subita per spaccio di droga, evasione fiscale, bancarotta fraudolenta e favoreggiamento della prostituzione.

Mora ha rivelato la sua vita attuale dopo l’uscita dal carcere: ‘devo fare due ore a settimana di servizi sociali e sono affidato a mio figlio Mirko. Io oggi sono stipendiato da lui, faccio lo stagista per la sua agenzia’.

Secondo Lele Mora, la vera causa del proprio declino sarebbe da attribuire ad un servizio su di lui trasmesso da una nota trasmissione di Santoro: ‘la mia fine è stata colpa della vanità. Il servizio di Sciuscià, quello in cui facevo vedere la mia villa, il lusso, la bella gente, è stato la mia rovina.

E anche quella copertina con i tronisti ai miei piedi. Non si può esibire quello stile di vita quando tanti non arrivano a fine mese, è normale che poi ti si scateni contro l’inferno. Certo ho fatto i miei errori con la giustizia e l’ho ammesso’.

Su Berlusconi, suo caro amico, ha raccontato di avere perso i contatti dopo la condanna: ‘Io non posso frequentare pregiudicati ma provo a telefonargli ogni tanto, chiamo ad Arcore e mi risponde sempre un cameriere che mi dice ‘Un attimo’ e poi ‘Il presidente non c’è’.

Sul rapporto con Corona: ‘Io subivo il suo fascino, lui sapeva come comprarmi, mi chiamava “Tatino”, mi faceva le moine. Poi però mi fregava sempre. Soldi, scoop, fiducia. L’ultima volta mi ha chiesto denaro per aprire una panetteria. Non ho più visto né i soldi né una baguette. Quando mi ha tradito l’ennesima volta gli ho scritto una lettera molto dura.

Non ci siamo più visti’.

Lele Mora ha rivelato di star curando la propria depressione, dopo l’onta del carcere: ‘Io sto bene. Certo, dopo il carcere sto ancora curando la mia depressione, ma il mondo dello spettacolo non mi interessa più. In compenso, mi sento una scatola nera, a poco a poco rivelerò tante verità e non per vendetta, ma perché troppe persone che mi chiamavano “papà” mi hanno abbandonato nelle difficoltà o sfruttato nella fortuna’.

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