Lemmy, l’addio del mondo della musica COMMENTA  

Lemmy, l’addio del mondo della musica COMMENTA  

Lemmy è morto, viva Lemmy.

Bassista, cantante, fondatore e anima dei Motorhead, Lemmy Kilminster se n’è andato in pochi giorni. Tutto è forse iniziato ai primi di settembre, con un malore che lo ha costretto a scendere dal palco dove si stava esibendo. Tutto è di sicuro finito adesso, con la scomparsa di uno dei musicisti metal più influenti, longevi, caratteristici, inimitabili di sempre. Non c’è metal band, al mondo, che non abbia provato, almeno una volta, a suonare Ace of Spades, il manifesto dei Motorhead, quello che gli stessi Motorhead erano arrivati quasi a detestare e di cui hanno dato una versione acoustic blues nell’ultimo album.


Adesso, quel mondo di musicisti metal si sta stringendo attorno a quello che, dal punto di vista musicale, è un papà.

David Coverdale ha twittato l’immagine di due bicchieri di whisky, scrivendo “Brindisi per Lemmy”. Duff McKagan, collega bassista (Guns n’ Roses) ha twittato “ci mancherai”, gli Obituary hanno scritto che “il cuore del mondo della musica si è fermato” e che “non ci sarà mai un altro Lemmy”, Ozzy Osbourne ha invece scritto: “oggi ho perso uno dei miei migliori amici, ci mancherà, era un guerriero e una leggenda”.

Una leggenda – già – lunga settant’anni.

Una leggenda come nessun’altra. Lemmy è morto, viva Lemmy.

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