Leri, la tenuta abbandonata di Cavour a un passo dalle centrali nucleari

Storia

Leri, la tenuta abbandonata di Cavour a un passo dalle centrali nucleari

Leri, la tenuta abbandonata di Cavour a un passo dalle centrali nucleari
Leri, la tenuta abbandonata di Cavour a un passo dalle centrali nucleari

Proprio qui, Cavour si ritirava per riposare, scrivere, coltivare. Una tenuta, quella di Leri, oggi fatiscente e sovrastata dalle torri nucleari di Trino.

corte-internaL’area di Leri venne bonificata dai monaci Cistercensi affinchè diventasse un fertile terreno per la coltivazione del riso. E così fu. Nel 1822, il borgo passò al marchese Michele Benso di Cavour, padre di Camillo Benso, conte di Cavour. I Benso trasformarono la tenuta di 380 ettari, in un’azienda agricola, intervenendo architettonicamente sugli edifici più vecchi. Ma dal momento in cui il marchese era impegnato come vicario e sovrintendente generale di politica e di polizia a Torino, decise di trasferire al figlio Camillo la gestione della stessa tenuta. Il futuro statista, perciò, si fece carico della responsabilità della sua amministrazione.

palazzoLa gestione del Conte prevedeva diverse opere di ammodernamento, sia per quanto riguardava le tecniche agricole che le infrastrutture. Ed è proprio in questa tenuta, che il Conte amava ritirarsi, nei momenti di riposo. Ben 83 lettere furono scritte qui, a Leri. Inoltre, egli sperimentò, sempre qui nei suoi possedimenti, nuove tecniche di coltivazione, le stesse che intendeva fare applicare in Piemonte. E sebbene gli impegni fossero molti, Cavour continuò a tenersi aggiornato sull’andamento delle attività produttive. Era chiaramente molto attaccato a quelle terre.

Leri, oggi, a due passi dalle centrali dell’Enel e in evidente stato di abbandono

centrali trinoOggi, accanto al borgo di Leri, sorge la Centrale termoelettrica Galileo Ferraris, realizzata negli anni Novanta e riconoscibile, anche in lontananza, dalle due alte torri di raffreddamento. Nel progetto iniziale, la struttura doveva essere la seconda centrale nucleare di Trino. Ma il referendum del 1987, la convertì nell’impianto attuale.

Il borgo di Leri è stato abitato fino agli anni Sessanta. A testimoniarlo è la targa collocata nel 1961, in occasione dei 100 anni dell’Unità d’Italia. Ed è proprio in quel periodo, che il degrado prese possesso dell’area. Visto l’utilizzo dei più moderni metodi di coltura intensiva, si ridusse il bisogno di manodopera e aumentarono il degrado delle architetture circostanti nonché l’inquinamento ambientale. Recentemente, Leri fu abitata dal personale dell’Enel, il quale occupava alcuni uffici e abitazioni che vennero poi smantellati in seguito alla dismissione della stessa centrale. Ad oggi, Leri è disabitata.

Gli ultimi sviluppi

casa cavourRecentemente, il borgo è stato ceduto al comune di Trino per la cifra simbolica di 1000 euro, con l’obiettivo di un futuro recupero. Nonostante ciò, il degrado avanza. Tutti gli edifici, compresa la chiesa, sono stati violati e depredati. Ora, ne restano solo le macerie. Anche il tentativo di murare gli accessi è servito a poco e le fragili protezioni sono state abbattute. La stessa tenuta cavouriana, riccamente decorata, giace del tutto aperta e riversa nell’oblio.

Più volte è stata ipotizzata la costruzione di una sorta di Museo Nazionale dell’Agricoltura, proprio per celebrare l’intera cultura contadina del tempo. Il Museo, infatti, ne avrebbe documentato tutte le fasi di trasformazione. Ma il progetto non venne mai realizzato.

Dopo molti sforzi e petizioni da parte di cittadini e sindaci, infine, nonché grazie alle celebrazioni per il 150º anniversario dell’Unità d’Italia tenutosi nel 2011, è stato messo in piedi il cantiere, patrocinato dallo stesso Comune di Trino e dalla Regione Piemonte, per il recupero della tenuta cavouriana. Ma i provvedimenti non hanno ancora portato alcun risultato. L’area resta isolata, disabitata e in inesorabile declino. Anzi, è stato necessario installare numerose videocamere agli ingressi principali del borgo. L’accesso, infatti, non è possibile senza autorizzazione. Ciliegina sulla torta, nel marzo 2016, il borgo ha subito l’ennesimo atto vandalico che ha pesantemente danneggiato l’interno della chiesa. Le speranze incominciano davvero a vacillare…

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