Lettera del Sindaco in occasione delle celebrazioni del 69° anniversario dei 23 giorni della Libera Repubblica di Alba COMMENTA  

Lettera del Sindaco in occasione delle celebrazioni del 69° anniversario dei 23 giorni della Libera Repubblica di Alba COMMENTA  

Alba – Il Sindaco di Alba, Maurizio Marello, ha diffuso stamani una lettera aperta in occasione del 69° anniversario dei 23 giorni della Libera Repubblica di Alba, dal titolo: “Ognuno dia il meglio di sé”, il testo della lettera è il seguente: “Celebrando il 69° anniversario dei 23 giorni della “Libera Repubblica di Alba”, non possiamo non riandare con la memoria alla triste situazione dell’Italia di allora. Innumerevoli famiglie che piangevano mariti o padri o figli caduti nella guerra voluta dal regime fascista; l’angoscia di intere comunità, per gli alpini inghiottiti dalla spedizione in Russia; migliaia di giovani dispersi sui tanti fronti di guerra; continui bombardamenti aerei; collegamenti interrotti o comunque difficoltosi; mezza Italia occupata dai tedeschi; un rigurgito mussoliniano che tentava di imporsi come legittimo governo.

Ma, in quella situazione, i partigiani – giovani, operai, studenti, contadini, intellettuali, comunisti, cattolici, monarchici, liberali, socialisti, azionisti – seppero reagire appellandosi alle parole d’ordine di libertà, democrazia e giustizia che tutti accomunavano.

Anche a guerra terminata, il panorama italiano si presentava ugualmente tragico. Miseria, degradazione, disoccupazione; intere regioni che progettavano la secessione; produzione industriale ridotta ai minimi termini; rete dei trasporti da ricostruire; ripresa dell’emigrazione.

Ma anche allora gli italiani tutti, senza distinzioni di parte politica, vollero reagire e rimboccarsi le maniche per costruire un Paese nuovo. Ne nacque la Costituzione che dettava i diritti e i doveri dei cittadini e disegnava il quadro istituzionale della Stato repubblicano. Venne poi la ripresa economica, dapprima lenta e poi travolgente, fino agli anni del cosiddetto “miracolo economico”. Con questo, la riconquistata dignità agli occhi del mondo intero ed il reinserimento pieno nel concerto delle nazioni.

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Oggi viviamo di nuovo un momento difficile, per quanto incommensurabile con i due ricordati. Pur nella lunga e pesante crisi economica, viviamo meglio di allora, abbiamo più sicurezze. Ma siamo presi da una malattia sottile, una sorte di depressione che ci fa apparire come ineluttabile il nostro declino, quasi scivolassimo su un piano inclinato senza fine.
Ebbene, non mi rassegno all’idea di una irrimediabile decadenza. Nessuno di noi deve rassegnarsi. Penso che gli italiani abbiano in sé le energie per un sussulto che li porti a riconquistare fiducia in se stessi e nel futuro dell’Italia.
A questo slancio nuovo ci sproni il ricordo dei giorni che valsero ad Alba la Medaglia d’oro di cui fregia il suo gonfalone. Nessuno si chiuda in se stesso o nella pura cura del proprio interesse. Occorre uno sforzo collettivo in cui riprenda significato la solidarietà di tutti per ricostruire su basi rinnovate e più giuste il nostro Paese. Ognuno dia il meglio di sé”.

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