Lettera di Napolitano a Repubblica: «Nessuno scudo giuridico per Berlusconi»

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Lettera di Napolitano a Repubblica: «Nessuno scudo giuridico per Berlusconi»

Giorgio Napolitano non ci sta a passare come quello che ha favorito Silvio Berlusconi e risponde in una lettera a Repubblica alle accuse mossegli dal vicedirettore Massimo Giannini. Il giornalista del quotidiano romano, nel suo articolo pubblicato ieri Un premio ai sediziosi, aveva ipotizzato una «sproporzione politica tra magistratura e destra di piazza» da parte di Napolitano: «sia pur respingendo quasi con disprezzo “l’aberrante ipotesi” del complotto delle toghe rosse evocato dal Cavaliere e dalle sue truppe cammellate» ha scritto Giannini «giudica “comprensibile” la preoccupazione del Pdl di “veder garantito che il suo leader possa partecipare adeguatamente alla complessa fase politico-istituzionale già in pieno svolgimento». Quasi a dire che, in fondo, il Capo dello Stato giustificasse la protesta dei pidiellini in favore di Berlusconi davanti al Tribunale di Milano.

Oggi è arrivata la risposta di Napolitano, che allontana da sé quest’accusa di favoritismo tra i poteri costituzionali:«È falso che mi siano stati chiesti provvedimenti punitivi contro la magistratura nessuna richiesta di impropri interventi nei confronti del potere giudiziario mi è stata rivolta.

Nè la delegazione del Pdl mi ha annunciato o prospettato alcun “Aventino della destra”. L’incontro mi era stato richiesto dall’onorevole Alfano la domenica sera nell’annunciarmi l’annullamento della manifestazione al palazzo di giustizia di Milano (poi svoltasi la mattina seguente senza preavviso, da me valutata senza precedenti per la sua gravità). L’incontro in Quirinale con i rappresentanti della coalizione cui è andato il favore del 29% degli elettori, era stato confermato dopo mie vibrate reazioni espresse direttamente ai principali esponenti del Pdl per la loro presa di posizione».

Il Capo dello Stato ha spiegato che «quel rammarico, ovvero deplorazione, è stato da me rinnovato, insieme con un richiamo severo a principi, regole e interessi generali del Paese che, solo con tendenziosità tale da fare il gioco di quanti egli intende colpire, Giannini ha potuto presentare come “riconoscimento al Cavaliere di un legittimo impedimento automatico o di un lodo Alfano provvisorio”.

«Per quanto riguarda l’incontro con il Csm, poi, Napolitano conferma come sia «risultato ben chiaro che nessuno scudo è stato offerto a chi è imputato in procedimenti penali da cui non può sentirsi esonerato in virtù dell’investitura popolare ricevuta».

Giannini ha ringraziato il Capo dello Stato per la lettera di risposta in cui il Presidente della Repubblica ha chiarito il suo operato.

Il giornalista, inoltre, ha osservato che l’affermazione “nessuno scudo” è «importante, perché a leggere il comunicato dell’altro ieri l’impressione che Berlusconi e la destra avrebbero potuto interpretare le parole del Presidente come una sconfessione per la magistratura e un “salvacondotto” per il Cavaliere era fortissima».

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