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Lettera ricercatore a Giorgio Napolitano

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Lettera ricercatore a Giorgio Napolitano

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Pochi giorni fa, Cosimo Lacava (che è un ricercatore italiano in Inghilterra. Ha 32 anni di età), ha inoltrato una lettera alla redazione di “Repubblica.it”; tale lettera era indirizzata al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il ricercatore avrebbe lamentato un elemento contenuto nella legge di stabilità: che avrebbe aumentato la platea dei vari precari del mondo universitario. Nei giorni seguenti sono state tante le risposte date a Cosimo Lacava da vari esponenti del mondo politico italiano. Il presidente della Repubblica ha risposto alla lettera del ricercatore italiano, apprezzando l’impegno del ricercatore e mettendo in evidenza il fatto che saranno aumentate le risorse per la ricerca e per le università.
Di seguito pubblichiamo il testo della risposta di Napolitano alla lettera del ricercatore: “Gentile Dottor Lacava, ho ricevuto la sua lettera – peraltro già resa nota da la Repubblica – e volentieri le rispondo per esprimerle innanzitutto il mio apprezzamento per l’impegno con cui sin dagli anni dell’università ha scelto e seguito con tenacia e sacrifici un difficile percorso per realizzare i suoi obbiettivi di studio e professionali.

Purtroppo come tanti altri ricercatori meritevoli e di talento anche lei non ha trovato in Italia le condizioni necessarie per continuare le sue ricerche e si è trasferito all’estero dove ha trovato adeguate e soddisfacenti opportunità di lavoro. Lei giustamente sostiene che questa non deve essere una scelta obbligata e che l’investimento fatto per la sua formazione dovrebbe poter essere utilizzato per il bene e lo sviluppo del nostro Paese”.
“Per quanto riguarda la questione di merito da lei segnalata relativamente ad una norma contenuta nella Legge di Stabilità, si tratta – ha proseguito Napolitano – di un problema ancora all’esame del Parlamento sul quale è opportuno riflettere con attenzione tenendo conto dei diversi pareri esistenti in proposito.
Non vi è dubbio però che – come peraltro ho sempre sostenuto – il vero problema da affrontare sia quello delle risorse tuttora insufficienti destinate all’Università e che sarebbe necessario programmare un piano di assunzioni che renda l’organico degli Atenei e quindi l’Università italiana in linea con i più avanzati standard europei.

Nell’augurarle comunque che possa realizzare le sue aspirazioni le invio i miei più cordiali saluti”.

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