L’FBI chiude Megaupload e Megavideo

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L’FBI chiude Megaupload e Megavideo

Megaupload e i siti del suo network, tra i quali Megavideo, sono stati oscurati dall’FBI con l’accusa di aver violato le norme anti-pirateria.

Il Dipartimento di Giustizia americano ha annunciato in un comunicato che il numero uno del sito, Kim Schmitz, è stato arrestato in Nuova Zelanda insieme ad altre sei persone. Secondo le autorità statunitensi Megaupload fa parte di “un’organizzazione criminale responsabile di un’enorme rete di pirateria informatica mondiale” che ha causato oltre 500 milioni di dollari in danni ai diritti di autore.

In un comunicato pubblicato poco prima della chiusura, Megaupload bollava come ridicole le accuse di violazione del copyright, affermando che “la stragrande maggioranza del traffico generato dal sito è legale”. L’ industria dell’ entertainment ci attacca perché “vuole avvantaggiarsi della nostra popolarità” – concludevano gli autori del messaggio.

Diversa l’opinione del Dipartimento di Giustizia, secondo il quale Megaupload “ha riprodotto e distribuito illegalmente su larga scala copie illegali di materiale protetto da copyright, tra cui film – anche prima dell’arrivo in sala – musica, programmi televisivi, libri elettronici e software” .

Le accuse nei confronti degli indagati sono pesanti:gli arrestati rischiano oltre 50 anni di prigione ciascuno per associazione a delinquere finalizzata all’estorsione, al riciclaggio e alla violazione del diritto d’autore.

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