Libero l’assassino di Stefano Raimondi

Milano

Libero l’assassino di Stefano Raimondi

Alexandros Georgiadis, il 23enne di Basilea con doppia cittadinanza svizzera e greca, che era stato arrestato per l’omicidio volontario di Stefano Raimondi il 20enne di Ospedaletto Lodigiano ucciso durante una rissa la scorsa estate a Mykonos, è tornato in libertà.

Il greco doveva restare in carcere in attesa della molto probabile condanna, invece ora è libero e lavora in un bar ad Atene. Il giovane è stato scarcerato un mese fa dai giudici greci, che hanno accolto la richiesta del difensore Nikos Konstantopoulos (ex ministro dell’Interno e presidente della squadra di calcio del Panathinaikos). La notizia ha ovviamente sconvolto la famiglia Raimondi. Spiega così la decisione presa la corrispondente consolare Alexandra Dimou: “I togati hanno motivato la decisione dicendo che il giovane è giovane, incensurato ed ha un lavoro stabile con cui può mantenersi. Hanno così optato per la scarcerazione, sequestrando il passaporto ed imponendo l’obbligo di firma alla stazione di polizia. La decisione ha sconvolto la famiglia, anche alla luce delle modalità del fatto, particolarmente brutali.

La data del processo non è ancora stata fissata, ma possiamo sperare che almeno lì giustizia sarà fatta. Con l’accusa di omicidio volontario il ragazzo rischia anche l’ergastolo».

L’omicidio era avvenuto alle 5 di mattina alla discoteca Cavo Paradiso di Mykonos durante la tanto agognata vacanza dopo la fatica degli esami, con gli amici storici, alcuni conosciuti sui banchi di scuola, altri incontrati tra Lodi, Villanova e Ospedaletto. Una vacanza finita in modo drammatico quando una discussione tra coetanei è diventata un dramma. Stefano, che è stato colpito violentemente alla testa dal 23enne svizzero greco Alexandros Georgiadis con una bottiglia di vodka, si è accasciato a terra sanguinante. A nulla è valsa la corsa in ospedale, Stefano se n’è andato prima che facesse giorno.

1 Commento su Libero l’assassino di Stefano Raimondi

  1. Non esistono parole con cui si possa rendere in maniera efficace la mia indignazione di fronte a fatti come questo!
    "Il greco doveva restare in carcere in attesa della molto probabile condanna, invece ora è libero e lavora in un bar ad Atene. Il giovane è stato scarcerato un mese fa dai giudici greci […] I togati hanno motivato la decisione dicendo che il giovane è giovane […]".
    Con estrema amarezza, potrei solo commentare che questo non è altro che uno tra gli esempi lampanti che ci dovrebbero suggerire come la CRISI attuale non è solo economica. Anzi, anche se quella economica resta comunque disastrosa, proprio perchè ci sono cose che valgono più dei soldi la CRISI del sistema giudiziario nazionale ed internazionale è cosa ben più grave!
    Questo ragazzo, italiano, nostro concittadino, ha diritto ad avere giustizia anche se adesso non si trova più con noi. Il suo assassino deve pagare e prendersi le responsabilità delle proprie azioni. Non può essere rilasciato sulle ali del perbenismo, perchè si trova fisicamente così lontano dalle persone che ha offeso in modo permanente ed irreversibile o perchè a chi lo punisce non conviene farlo.
    Scusate questo mio sfogo, ma mi pare che quì si stia esagerando. Va veramente (!) cambiato qualche cosa.
    Non so voi ma io non mi fido più della giustizia pubblica, ed in particolar modo per quella internazionale.

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