Libia, entro il 20 settembre formazione del governo unitario

News

Libia, entro il 20 settembre formazione del governo unitario

“Dopo ore di discussione, abbiamo trovato ciò che riteniamo essere un consenso sui principali elementi, i punti emendati sono sei o sette, ed entro il 20 settembre tutte le parti dovrebbero dare il loro assenso alla formazione del governo unitario”.

Così si è espresso il delegato delle Nazioni Unite Bernardino Leon nel corso della conferenza stampa indetta per annunciare che è stato trovato un accordo preliminare per la formazione di un governo di unità nazionale in Libia.

“Crediamo” ha poi aggiunto Leon “che questo testo riceverà il totale sostegno delle parti e sarà votato da entrambe, il Congresso generale nazionale e la Camera dei rappresentanti, e sarà appoggiato dal resto dei partecipanti nei prossimi giorni”.

L’annuncio ha, in realtà, diversi precedenti nei mesi scorsi, nel corso dei quali Leon ha portato avanti un incessante lavoro di ricucitura, cercando di concretizzare il mandato affidatogli dalle Nazioni Unite, appunto quello di raggiungere la formazione di un governo unico, in grado di accogliere al suo interno il Parlamento di Tobruk (allo stato attuale, l’unico riconosciuto dalla comunità internazionale) e quello di Tripoli.

Per quanto emerso, la soluzione indicata nella bozza redatta da Bernardino Leon prevederebbe la nomina di un Presidente del Consiglio affiancato da due vice premier a formazione di un vero e proprio triumvirato che dovrebbe prendere decisioni sempre all’unanimità.

Piuttosto facile la lettura della soluzione prospettata dall’ONU come trasposizione dell’attuale suddivisione della Libia in tre zone (Tobruk, Tripoli e la parte meridionale).

Ben più complessi, anche qualora la bozza di accordo venisse sottoscritta dalle parti, sarebbero i problemi legati alla reale governabilità del paese, che vive una situazione di caos totale, in cui si mischiano forze politiche progressiste, conservatrici e persino nostalgiche del regime, senza dimenticare la sempre più consistente presenza di terroristi filo jihadisti e affiliati allo Stato Islamico, sotto il cui controllo ricade ormai da mesi tutta la zona del Golfo della Sirte. Una situazione che richiederebbe un governo forte e rapido nelle decisioni, anche perché non deve sfuggire il legame fra l’attuale stato di confusione in cui versa la Libia e il flusso di migranti che si riversa sulle coste meridionali europee. Una pacificazione e una regolarizzazione del nord Africa potrebbero infatti dare all’Europa un interlocutore affidabile per attuare un piano per controllare le rotte dei profughi, limitare il traffico di esseri umani e evitare le tragedie del mare che si susseguono a ritmo serrato e costante dall’inizio dell’anno.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Leggi anche