Libri. “Aveva un volto bianco e tirato”. Il caso Re Cecconi

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Libri. “Aveva un volto bianco e tirato”. Il caso Re Cecconi

Libri. “Aveva un volto bianco e tirato”. Il caso Re Cecconi

18 Gennaio 1977, 40 anni fa esatti,muore a Roma Luciano Re Cecconi centrocampista della Lazio e della Nazionale per mano di Bruno Tabocchini, un orefice dal grilletto facile.

Le cronache di allora raccontano che, quel maledetto 18 gennaio, Re Cecconi aveva simulato una rapina nel negozio dell’orefice e che questi, spaventato, aveva tirato fuori la sua Walter 7,65 e gli aveva sparato un colpo.

Un fatale incidente. Un triste destino che ha unito due uomini: Re Cecconi e Tabocchini. Un dramma che viene analizzato a distanza di anni da Guy Chiappaventi, scrittore e inviato di La7 che, con il suo libro, non vuole riaprire il caso ma cercare di contestualizzare i fatti per riabilitare una figura, quella di Luciano Re Cecconi, che le cronache del tempo definirono uno sprovveduto e sbruffone perchè ricco e famoso.

“Anche Wilson, il capitano della Lazio, poco tempo prima, nell’oreficeria di un amico aveva fatto uno scherzo simile, il gioco della finta rapina era quasi diventato i moda per molti giocatori della Lazio…”

Luciano muore ma Tabocchini verrà assolto per legittima difesa.

Quelli erano gli anni di piombo.

“La criminalità comune, come scrive Chiappaventi, terrorizza la città. Nel 1976 in Italia c’erano state 4306 rapine..” Il clima di terrore che si respirava in quegli anni in Italia, a Roma, era terribile.

Tante le testimonianze discordanti per un dramma che ci lascia ancora pieni di dubbi.

Presentazione

Guy Chiappaventi ha presentato a Roma in questi giorni il suo libro, uscito proprio alla vigilia dei 40 anni dal ricordo di un grande calciatore che morì a 28 anni, lasciando una moglie giovanissima e due figli molto piccoli.

Guy è riuscito a mettere insieme calcio e cronaca, e, per l’occasione ha invitato tre campioni e amici di Re Cecconi : Wilson, Oddi e Pulici, che ci hanno raccontato di quanto Luciano fosse equilibrato e perché veniva chiamato dai compagni di squadra”Il saggio”.

Presente alla serata anche il Magistrato Sabella che ci ha aiutato a “ripiombare” negli anni di piombo, gli anni di una Roma violenta e feroce, e che ha cercato di spiegarci perché, dopo aver ucciso un uomo, si può anche essere assolti.

Con una sceneggiatura molto studiata, con le foto in bianco e nero di Marcello Geppetti che hanno accompagnato il racconto di Guy, durante la serata si è creato un clima di grande emozione, un emozione che non si può prescindere dagli eventi che ci hanno accompagnato per tutti gli anni ’70.

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