Libri digitali, gli studenti tentennano COMMENTA  

Libri digitali, gli studenti tentennano COMMENTA  

Lo ha rivelato una recente indagine di Studenti.it: il 46% degli studenti italiani si è dimostrato contrario all’introduzione degli ebook a scuola a favore del formato cartaceo.


Il verdetto

Amara sentenza per i promotori della rivoluzione digitale, obbligati a fare i conti con la cruda realtà; l’introduzione dei libri misti – resa obbligatoria, a partire dal prossimo anno, dalla circolare numero 18 del 9 febbraio scorso – non sembra convincere gli studenti, forse ancora troppo legati ai volumi tradizionali. Certo, la percentuale di favorevoli è superiore, ma non nella misura schiacciante che il Ministero aveva auspicato.


Cosa ne pensano gli studenti

Non bisogna dimenticare, tuttavia, che una buona percentuale di studenti – precisamente il 33% – ha riconosciuto l’effettiva economicità di questa circolare e ne ha apprezzato i risvolti, in fatto di risparmio, che essa certamente apporterà. Un solido 22% sembra infatti essere convinto dei benefici. E’ dunque plausibile ipotizzare che una buona parte di quel 46% abbia manifestato la propria contrarietà per spirito tradizionalistico: l’abitudine ad avere a che fare con volumi in formato cartaceo, come ogni altra abitudine, non è semplice da debellare, e può generare non pochi problemi nel momento in cui si è obbligati ad abbandonarla.


Come comportarsi

La rivoluzione digitale, se così può essere chiamata, è inevitabile. Alcuni giornalisti americani hanno dichiarato, con una certa sicurezza, che, negli States, i quotidiani di carta sono destinati a sparire entro il prossimo ventennio. Certo, per i libri il discorso è totalmente diverso, tuttavia il cambiamento è nell’aria: la praticità e l’estrema economictà degli ebook – zero spese di stampa, nessun utilizzo di materiale cartaceo, prezzi di copertina notevolmente più bassi – condurranno a una vera e propria rivoluzione. Passare dalla carta al web in poco tempo non è facile, ecco perché sarà indispensabile abituarcisi poco per volta, adattandosi alle nuove abitudini.

L'articolo prosegue subito dopo


Filippo Munaro

Leggi anche

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*