L’Ikea interessata ad aprire a Palermo,ma si candidano anche altri comuni della provincia

Palermo

L’Ikea interessata ad aprire a Palermo,ma si candidano anche altri comuni della provincia

Una notizia davvero molto attesa quella relativa all’interesse mostrato da parte dell’Ikea sulle aree palermitane di Partanna Mondello e Ciaculli per poter realizzare un secondo punto vendita sul territorio siciliano dopo quello di Catania.

Ma ciò che è davvero degno di nota è l’intervento da parte dei comuni di Villabate e di Ficarazzi che si sono proposti con il colosso svizzero come possibili luoghi alternativi per la costruzione del mobilificio low cost. Entrambi i rappresentanti della cittadinanza, a nome del sindaco della prima e del vicesindaco nella seconda, ci tengo a promuovere le opportunità offerte dal loro territorio, in toni davvero molto convincenti in termini di economia. Fanno leva infatti sulla posizione geografica, sui collegamenti già esistenti, sulla possibilità di un aiuto concreto nell’iter burocratico.

Pertanto adesso non rimarrà che attendere la scelta da parte dell’Ikea, se davvero la loro intenzione sia quella di investire nell’area palermitana.

Certo è che non tutti sono così favorevoli, anzi c’è chi come il presidente della Confcommercio e della Camera di Commercio cittadina, Roberto Helg, sostiene :«In questo momento di crisi – dice all’Italpress – non credo che l’apertura di grandi strutture sia un’opportunità per Palermo.

Serve un attimo di fermo, è da rimandare ad un’altra epoca. Non abbiamo nulla contro l’Ikea, ma Palermo di certo non ha bisogno di altri centri commerciali».

Mi viene quasi da chiedermi allora perchè abbiano aperto gli altri centri commerciali che sono evidenti doppioni l’uno dell’altro, quando si erano già resi conto che l’apertura delle grandi strutture non aiuta?!E inoltre perchè lo stop deve avvenire proprio su Ikea, vista l’enorme importanza del marchio, la diversità del prodotto realizzato e l’interesse incredibile che i futuri compratori manifestano dalle indagini di mercato per i suoi prodotti?! Non era più semplice vietare l’ennesimo centro con le medesime prospettive?!

Fonti :corriere del mezzogiorno.corriere.it

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