Boris Pahor, l’incontro con i giovani

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Boris Pahor, l’incontro con i giovani

L'incontro con i giovani di Boris Pahor
L'incontro con i giovani di Boris Pahor

“Vecchio è chi non comprende l’attualità”: Boris Pahor, dall’alto dei suoi 102 anni, torna a parlare con i giovani.

Arrivati per lui all’Istituto dell’Enciclopedia Italiana, un folto numero di studenti italiani hanno potuto incontrare Boris Pahor, lo scrittore sloveno con cittadinanza italiana nato nel lontano 1913 a Trieste.

Al momento della sua nascita, Trieste è città dell’Impero Austro-Ungarico e a sette anni Boris dovrà vivere la prima delle tante esperienze traumantiche della sua vita: l’incendio del Norodni dom, la sede delle organizzazioni della comunità slovena a Trieste. Frequenta il seminario e inizia a studiare teologia fino al 1938. Di li a poco sarà costretto a arruolarsi e partire per la Libia, dove riesce a conseguire il diploma classico. Dirà, infatti, in un’intervista: ” E’ stata una specie di riscatto. Dei trentacinque ufficiali italiani che hanno sostenuto l’esame ne sono stati promossi soltanto sei. E tra quelli l’unico otto in italiano è stato il mio, quello di Boris Pahor, sloveno triestino!“.

Nel 1944 viene poi catturato dai nazisti che in casa sua avevano trovato presunti documenti compromettenti. inisce in campo di concentramento: questa dolorosa esperienza viene raccontata in uno dei suoi libri ad oggi più celebri: “Necropoli”. Il romanzo autobiografico ha vinto il “Premio Resistenza” nel 2008, ed è stato poi tradotto in francese, tedesco, serbo-croato, ungherese, inglese, spagnolo, catalano, finlandese.

Boris Pahor è sempre stato “un non allineato”, come egli stesso professa. La sua letteratura ha sempre parlato dell’insofferenza per la mancanza di libertà. Libertà di parola e d’espressione, libertà politica e culturale, ma anche libertà femminile.

Proprio in risposta a una domanda di una studentessa ha detto: “La donna oggi è libera – dice a una studentessa – ma libertà non è fumare o mettere i pantaloni. La donna ha il dono dell’amore delicato, quello per la propria creatura, che, se vuole, può estendere al suo popolo. Cercate una scuola che vi piace, che vi renda utili alla società.

E se avete un fidanzato geloso, che fa storie per le vostre aspirazioni, lasciatelo prima di sposarlo!”.

Boris Pahor è tornato ancora a parlare con i giovani. Già sono 4 anni che lo scrittore girovaga per 350 scuole italiane cercando un dialogo con gli studenti. Essi l’hanno “sempre ascoltato tutti e in silenzio”. Ai giovani che vorrebbero seppellire i vecchi, ancora ricorda: ” Vecchio è chi non comprende l’attualità. Ci sono molti giovani che non la comprendono”. I suoi incontri vogliano allora essere l’ennesimo incentivo a che i nostri ragazzi si interessino di attualità, di cultura. Perché è sapere che ci rende liberi, e Boris Pahor ha “lavorato tanto per dire la verità”.

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