L’Infinito e la Filosofia I COMMENTA  

L’Infinito e la Filosofia I COMMENTA  

infinitoL’Infinito rappresenta uno stato della materia fisica o biologica che tende categoricamente all’immensità: il cielo apre orizzonti regali e sublimi. Immensità che esplica lavoro manuale di supporto primario ed endogeno fisico ed escatologico. Il tramonto indica la fine ultima della giornata: stasi epocale dai connotati soavi e incandescenti; la materia fisica dell’essere estrapola la realtà delle cose, sovverte l’ordine empirico della materia fisica e biologica. Lo spazio è una variabile astratta immensa che soggiace alle leggi perenni ed emblematiche della natura intrinseca delle cose: tipica essenza di bagliore cosmico e modernità conclamata e disinibita; il tutto modellato ad uso e consumo umano e non. La modernità nuova e immedesimata del genere umano è protagonista perenne dell’essere umano vivente nell’Universo o spazio della materia infinita dello spazio e del cosmo celeste. Escatologia che rasenta la normalità delle cose e rappresenta, a volte, vita impazzita al caos naturale di esseri che sovvertono l’ordine gerarchico della materia e delle leggi fisiche stesse.

La vita nell’Universo è accompagnata da altre forme di vita aliene: alternative a quelle umane, il tutto assume connotati umanamente indipendenti e con una retroazione primaria basilare e importante, nello spazio universale celeste. La materia rappresenta il caos perenne del Big Bang, assumendo talvolta connotati empirici forieri di novità nel complesso labirinto delle discipline umane più diffuse come ad esempio: la letteratura, la filosofia e la teologia fondamentale. Scala di valori, a volte, astratta e disinibita.


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Il cielo, le nuvole e il sole rappresentano per l’estetica generale una scala di valori e di entità fisiche predefinita che assume, talvolta, i connotati fisici e empirici dell’immenso. Dio è un essere soprannaturale che esemplifica la normalità delle cose: rappresenta le cose importanti e fondamentali della vita, anche se la religione cattolica assume atteggiamenti di specie e di genere ambigui, che contrastano alla radice la marcata modernità.

Nell’Universo esistono altre forme di vita oltre quella umana? Domanda complessa che esemplifica l’origine stessa delle cose e la loro intrinseca normalità: materia o spazio celeste immenso, foriero di novità regali e complesse al contempo, uniti da uno stesso DNA gerarchico. Posizioni discutibili del ceto politico dominante paiono cose labili dai confini impercettibili dalla mente umana e non: tardiva esemplificazione normativa o dogma perenne di fede vera e risaputa. Una cognizione umana del sapere che tende a distinguersi perennemente dallo stato stesso di essere della materia fisica e intrinseca. Il sapere umano stimola l’intelletto e ne permette una dolce simbiosi empirica di primo livello, con retroazione d’azione indipendente e stimolante. L’atomo o molecola chimico-fisica rappresenta l’unità fondamentale: essere unitario dello spazio che identifica il DNA insito in ogni essere umano. La specie umana vivente esemplifica la normalità stessa delle cose, appare labile ricerca di essere delle cose e degli stimoli nervosi perenni e contigui alla disciplina filosofica complessa. Tutto si identifica con l’affetto per le mani magiche e misteriose degli dei del cielo, calati sulla Terra da eventi inopinabilmente complessi e inesorabili.

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