L’inizio di una dipendenza esasperante COMMENTA  

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Mio padre è sempre stato un fan accanito dei Packers. Fin dalla nascita, sono stato spinto verso la cultura del Wisconsin, forzato a indossare una pletora di verde e oro. Non che mi importasse, avevo solo quattro anni. Mio padre voleva farmi scoprire il football il prima possibile, nonostante la mia mancanza di interesse. Così, un bel giorno, mi ha portato in una sala giochi, ha messo una copia di Madden nella PlayStation e mi ha passato il secondo controller. Quella era qualcosa a cui potevo prestare attenzione.


Ero preso nel momento stesso in cui ho iniziato. Il Pack aveva bisogno del mio aiuto e stavo per darglielo. Incomprensibilmente, all’inizio ero un po’ sopraffatto. Ho schiacciato i pulsanti come se stessi giocando a un gioco di combattimento, senza conoscere i comandi. Ma ho imparato. Giocavamo insieme e, come passava il tempo, conoscevo bene tutte le posizioni. Un paio di anni e un cambio di console o due dopo, sono passato da una società a una competizione. Ogni settimana giocavamo uno contro l’altro; mio padre giocava nel ruolo dei Packers e io come loro avversario. Di solito perdevo e ricordo che mio padre mi diceva che era per il meglio, dal momento che se i Packers avessero vinto in Madden, lo avrebbero fatto anche nella vita reale.


Man mano che miglioravo il mio gioco, mi sono concentrato su un unico obiettivo: dovevo battere mio padre, almeno una volta. E ogni settimana, si ripeteva lo stesso processo: io perdevo, piangevo (avevo solo otto anni) e attendevo con ansia la partita successiva. Uno dei miei ricordi migliori di mio padre è quando ho vinto quella prima partita, con un gol all’ultimo secondo. Circa cinque anni dopo aver preso in mano il controller, i Bears finalmente hanno vinto. Era solo un gioco alla fine, lo so, ma significava molto. Mi sono sentito come se avessi raggiunto un traguardo difficilissimo. Ho battuto mio padre al so stesso gioco e nel farlo, ho sentito come se avessi creato un rapporto speciale, che non avevo con nessun altro, uno nel quale eravamo uguali come tifosi, giocatori e come famiglia.


Adesso, dopo anni, non ho problemi a battere mio padre, e ogni anno lui trova Madden sempre più difficile, perché hanno aggiunto parecchio a quello che un tempo era un gioco piuttosto semplice. Ma, come l’amore per la mia famiglia e i videogiochi, la serie di Madden continua a occupare un posto molto speciale nel mio cuore, che nessun altro gioco potrà mai rimpiazzare. Madden mi ha aiutato a sviluppare l’amore per i videogiochi come nient’altro e nel farlo, mi ha reso una persona migliore.

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