Lionel Messi: tutti i trofei vinti

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Lionel Messi: tutti i trofei vinti

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Un murale raffigurante "la Pulce" Lionel Messi.

Ventinove titoli per club e ottantasette riconoscimenti individuali: è il mostruoso palmarès di una pulce chiamata Lionel Messi.

Ormai felicemente avviato verso i 30 anni – li compirà il 24 giugno del prossimo anno -, Lionel Messi può permettersi di avviare un pur parziale consuntivo della propria gloriosa carriera, giusto per capire cosa c’è e cosa ancora manca. Il fenomeno di Rosario può dirsi oltremodo soddisfatto: nel suo palmarès figurano 29 titoli per club e la mostruosità di 87 riconoscimenti individuali. Solo il palmarès a livello di nazionale è alquanto scarno: appena 2 titoli, peraltro piuttosto lontani negli anni. Ma andiamo a esaminare nel dettaglio la traboccante bacheca di colui che è unanimemente considerato il miglior calciatore attualmente in attività e uno dei più grandi della storia del calcio, come riconosciuto anche da due autorità in materia come Pelè e Diego Armando Maradona.
A livello di club, in dodici stagioni e mezza Lionel Messi ha regalato al suo Barcellona – l’unica squadra nella quale abbia militato, tolte le esperienze giovanili in Argentina, da cui andò via all’età di tredici anni – 8 campionati, 4 Coppe di Spagna e 7 Supercoppe di Spagna.

A livello internazionale, il suo fiore all’occhiello rimangono le quattro Coppe dei Campioni: memorabile soprattutto quella del 2009, allo stadio Olimpico di Roma, contro il Manchester United, con Messi che realizza uno spettacolare gol di testa – non proprio la specialità della casa – restando sospeso in aria per un tempo che sembra interminabile. Interprete assoluto del “guardiolismo”, giocatore perfetto per incarnare la figura, ormai celeberrima, del falso nueve, regala ai blaugrana anche 3 Supercoppe UEFA e 3 Mondiali per Club.
Sul piano individuale, il bottino è ancora più ricco. Si va dai cinque Palloni d’Oro ai tre titoli di Pichichi, ovvero il capocannoniere della Liga, passando per tre Scarpe d’Oro, una delle quali ottenuta segnando la cifra inimmaginabile di 77 reti stagionali tra club (72) e nazionale (5). A questi riconoscimenti di primissimo piano, vanno aggiunti numerosi titoli di miglior giocatore per varie competizioni, tra i quali bisognerebbe menzionare almeno il premio come miglior giocatore del mondiale 2014, da lui ritirato quasi in lacrime, all’interno di un Maracanà gremito subito dopo la finale persa con la propria nazionale contro la Germania.
Proprio la nazionale rappresenta il grosso buco nero della carriera di Lionel Messi.

Le delusioni nei mondiali 2010 – con Maradona in panchina – e 2014, congiuntamente alla duplice sconfitta in finale di Copa América nel 2015 e nel 2016 – in entrambi i casi a vantaggio del tenace ma tecnicamente meno attrezzato Cile -, lo avevano indotto a prendere la decisione di dare un taglio alla propria storia con la maglia dell’Argentina. È bastata però un’estate a scacciare i cattivi pensieri, e oggi, nell’imminenza della centoquindicesima presenza in Albiceleste, con la fasca da capitano al braccio Messi prova a guidare i suoi al titolo mondiale in palio in Russia nel 2018.
Nel frattempo continua a collezionare record. Miglior cannoniere della storia della nazionale argentina, primo calciatore a segnare cinque reti in Champions League – nel 2012 contro il Bayer Leverkusen -, recordman di gol (50) in una sola stagione di Liga e recordman di gol (320) in assoluto nel campionato spagnolo, recordman di reti in Supercoppa Spagnola, e molto altro ancora.

Insomma, quanto basta per consolarsi da un (eventualmente) mancato trionfo mondiale.

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