L’Ipertermia come coadiuvante nel trattamento del cancro COMMENTA  

L’Ipertermia come coadiuvante nel trattamento del cancro COMMENTA  

ipertermia e immulogiaL’IPERTERMIA è un procedimento terapeutico secondo il quale viene innalzata la temperatura corporea di un distretto profondo dell’organismo (max 4 cm) in cui sono presenti cellule neoplastiche, modificandone l’omeostasi e portandole a morte programmata (apoptosi o suicidio cellulare).

I primi studi sugli effetti dell’ipertermia nell’organismo  risalgono agli anni ’70 , mentre le prime applicazioni cliniche agli anni ’80. Da allora, numerosi sono stati gli studi condotti per supportare scientificamente e validare l’uso dell’ipertermia come terapia oncologica, come ilProgetto Strategico di Oncologia del CNR – Centro Nazionale di Ricerche, coordinato dalla Prof.ssa Rosella Silvestrini, comprendenti anche diversi Progetti Specifici per l’approfondimento dei meccanismi genetici e molecolari delle neoplasie e la  ricerca di terapie sempre più selettive.

Il Dr. Carlo Pastore , medico chirurgo specialista in oncologia, già membro della  ESHO – European Society Hyperthermic Oncology, e fondatore dell’associazione IPERTERMIA ITALIA , afferma che “la complessità del fenomeno cancro impone un trattamento multimodale. In questo caso si parla di ipertermia oncologica in abbinamento alla chirurgia, alla chemioterapia ed alla radioterapia nelle sue molteplici sfaccettature“.

Si riconoscono due tipi di ipertermia:

  • ipertermia capacitiva profonda : Viene utilizzato un apparecchio a radiofrequenza ( Oncotherm EHY 3010 ML) dotato di un elettrodo in microfibra tessile che si accoppia al dispositivo ricevitore corrispondente posizionato sul lettino dove si trova il paziente. La temperatura del distretto corporeo bersaglio, ad una profondità fino a 4 cm,  si innalza così tra i 42-43°C. Di solito somministrata in aggiunta alla terapia standard, per circa 10 sedute da un ora/cad, con frequenza di 13,56 MHz, e ripetibili nel tempo.
  • ipertermia total body ad infrarosso : non consente una penetrazione profonda, ma stimola le cellule del sistema immunitario sottocutaneo, che svolgono un ruolo cruciale nell’attivazione del sistema immunitario profondo.

MECCANISMO

Diversi studi suggeriscono che l’uso dell’ipertermia in combinazione con le terapie standard, permette di aumentarne l’efficacia.

In primo luogo, l’aumento della temperatura non può essere contrastata dalla membrana cellulare delle cellule neoplastiche, che risulta alterata, e pertanto penetra indisturbato nel citoplasma, attivando degli enzimi litici del DNA e producendo radicali liberi, i quali provocano danni tali da indurre la cellula stessa ad attivare i meccanismi di morte programmata (apoptosi).

Usata in associazione con la chemioterapia, la vasodilatazione locale profonda generata dall’ipertermia permette a taluni farmaci anticancro di penetrare meglio nelle cellule bersaglio, di rendersi più disponibili e di aumentare la propria efficacia, e rende l’ambiente ostile alla proliferazione delle cellule malate. Taluni farmaci (tiotepa, carmustina, mitomicina C etc.)  subiscono un potenziamento lineare, cioè maggiore è la temperatura maggiore è la loro efficacia, mentre altri (doxorubicina, bleomicina etc) vengono potenziati al raggiungimento di temperature intorno ai 42-43°C.

Usata in associazione con la radioterapia, entro un termine temporale di 4 ore, essa blocca gi enzimi riparatori delle cellule neoplastiche,  coadiuvando la radioterapia nella loro distruzione.

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Stimola anche la liberazione di citochine, sostanze chimiche che svolgono un ruolo importante nell’attivazione del sistema immunitario, richiamando leucociti nel distretto bersaglio ed amplificando perciò la risposta immunitaria.

INDICAZIONI

L’uso dell’ipertermia è indicato in caso di neoplasie solide in qualunque distretto corporeo: ad esempio in neoplasie mammarie con metastasi, del fegato, del colon con interessamento del peritoneo etc. Non può essere utilizzata in presenza di placche metalliche, pacemaker o defibrillatore cardiaco impiantato. Se è presente ascite (cioè versamento peritoneale) o versamento pleurico, essi devono essere prima drenati.

Può essere utilizzata come TERAPIA NEOADIUVANTE, cioè precedente ad un intervento chirurgico per diminuire quanto più possibile la massa, in seguito a valutazione della dimensione e dell’estensione della neoplasia stessa,e sempre in sinergia con la radio-chemioterapia.

L’ipertermia viene anche utilizzata nel trattamento di malattie reumatiche, modulando opportunamente la radiofrequenza, avendo azione antinfiammatoria, antidolorifica, contro le contratture, l’artrosi, la rigidità e lo spasmo muscolare.

APPROFONDIMENTI

Durante il suo intervento al 3° Congresso di medicina biointegrata, il Dr. Pastore ha spiegato nel dettaglio il meccanismo e le prospettive future dell’ipertermia oncologica.

Ha inoltre presentato i risultati dello studio ” Combinazione tra chemioterapia metronomica – bassi dosaggi protratti nel tempo- e ipertermia”, al quale ha partecipato direttamente.

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