L’Italia non c’è: con gli Usa arriva un’altra sconfitta (0-1)

Calcio

L’Italia non c’è: con gli Usa arriva un’altra sconfitta (0-1)

Consoliamoci con i numeri: per trovare due sconfitte interne consecutive bisogna andare indietro addirittura di tredici anni, gestione Zoff: 8 settembre ’99 2-3 contro la Danimarca a Napoli, due mesi dopo 1-3 a Lecce contro il Belgio. Sei mesi dopo sfiorammo la vittoria agli Europei: non resta che consolarci con la cabala, dopo la sconfitta di Genova contro gli Usa che ha aperto il 2012 azzurro così come si era chiuso il 2011, perdendo. Nel 2000 però in campo c’era il miglior Totti di sempre in azzurro, mentre oggi il panorama è più preoccupante. Perchè se lo 0-1 contro l’Uruguay, pur al termine di una prestazione tutt’altro che brillante, aveva incoraggiato per l’elevato numero di palle gol create, la sconfitta interna contro gli Stati Uniti (che mai ci avevano battuto nella storia) nell’ultima amichevole pre-Europeo inquieta non poco: non tanto per il risultato, o per il solito approccio poco convinto alla partita di quasi tutti gli azzurri, assorbiti dagli impegni di campionato e Champions, quanto per il fatto che agli americani è bastata una prestazione di sostanza, con due linee strette e corte, per inibire la lenta e prevedibile costruzione del gioco azzurro.

Insomma l’Irlanda, per non parlare della Croazia, hanno sicuramente elementi tecnicamente superiori: il rischio, quindi, è quello di doversi togliere dalla testa in fretta il sogno di fare da mina vagante in Polonia ed Ucraina, ma non fasciamoci ancora la testa.

Perché la sconfitta è maturata davanti all’unica azione offensiva degli ospiti, un cross di Johnson che Altidore ha avuto tutto il tempo di controllare per poi alleggerire per l’accorrente Dempsey, che ha castigato Buffon con un destro imprendibile all’angolino, ma questo non basta per potersi rallegrare. Troppo brutta per essere vera l’Italia della prima ora di gioco: troppo lenta in un possesso palla reso improduttivo dall’assenza di movimento, tanto dei centrocampisti (ancora male Marchisio) che delle punte. E quello dell’attacco sembra proprio il problema centrale: Matri e Giovinco hanno bucato la serata ma non tanto perchè non hanno segnato, e neppure tirato, ma per la scarsa collaborazione alla manovra e l’inesistente peso offensivo al cospetto di difensori possenti ma lenti.

Ma il panorama, Balotelli a parte, non offre grandi alternative: perfino Di Natale, ormai abituato a giocare da punta unica, potrebbe non essere il grimaldello giusto.

L’unico e prevedibile tema è stato il ricorso alle sgroppate di Maggio mentre l’esperimento di Thiago Motta come trequartista è abortito: suoi, è vero, gli unici tiri in porta del primo tempo ma in generale là davanti serve molta più velocità, tanto nella circolazione di palla (inaccettabili le dieci volte in cui gli attaccanti azzurri sono finiti in fuorigioco) che nell’esecuzione. Quella velocità che si è vista solo dopo lo svantaggio, grazie agli innesti di Pazzini e soprattutto di Borini: il romanista, all’esordio assoluto, ha subito impegnato Howard su assist del Pazzo, ravvivando la manovra per quello che è stato un timido ma sterile assedio finale. Da salvare solo la prova pulita di Ogbonna: ma non è certo il colored granata che potrà evitare brutte figure tra tre mesi.

Italia-Usa 0-1

Marcatore: 54′ Dempsey

Italia: Buffon; Maggio (71’ Abate), Barzagli, Ogbonna, Criscito (46’ Chiellini); Marchisio (71’ De Rossi), Pirlo, Nocerino (46’ Montolivo); Thiago Motta (59’ Pazzini); Matri (59’ Borini), Giovinco. (De Sanctis, Sirigu, Viviano, Balzaretti, Astori, Bonucci). All.: C. Prandelli.

Usa: Howard; Cherundolo, Goodson, Bocanegra, Johnson (77’ Spector); Edu, Bradley; Williams, Dempsey (90’ Buddle), Shea (73’ Kljestan); Altidore (79’ Boyd). (Guzan, Rimando, Cameron, Parkhurst) All.: J. Klinsmann.

Arbitro: Aydinus (Turchia)

Ammoniti: Chiellini e Bocanegra.

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