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L’iva? Solo quando si incassa

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L’iva? Solo quando si incassa

Un cambiamento radicale attende gli intestatari di partita Iva. A partire dal prossimo primo dicembre – grazie a una misura introdotta dal Decreto Sviluppo – si potrà versare l’Iva soltanto nel momento in cui la fattura viene incassata e non più soltanto quando viene emessa. Una novità sostanziale in quanto l’attuale regime costringe i contribuenti ad anticipare all’erario un’imposta su un reddito non ancora percepito. E in questi tempi di profonda crisi – caratterizzati da ritardi enormi e anche da mancati pagamenti – si tratta di una dinamica che spesso ha messo in ginocchio migliaia di imprese, artigiani, commercianti, professionisti e autonomi di vario genere per un totale di circa 3 milioni di italiani.

Il nuovo corso è stato sancito definitivamente con l’approvazione dei decreti attuativi messi a punto dal ministero delle Finanze. La possibilità di pagare l’Iva al momento dell’incasso comporterà – per chi adotterà questa opzione – anche che la detrazione dell’imposta sarà resa possibile esclusivamente una volta effettuato il pagamento al proprio fornitore.

La norma è stata introdotta anche per questa ragione, cioè per cercare di innescare uno stimolo che determini un’accelerazione nel saldare le pendenze arretrate. I vantaggi del nuovo regime riguarderanno tutte le piccole imprese con un volume d’affari inferiore ai 2 milioni di euro, mentre saranno escluse le operazioni attive eseguite in regime speciale Iva e le cessazioni di beni e prestazioni di servizi verso privati consumatori.

“Questo provvedimento da tempo richiesto dalla nostra associazione – ha commentato Marco Merli, presidente di Cna Liguria – è certamente un segnale di grande importanza per la piccola impresa. Adesso occorre andare oltre, favorendo una vera politica economica che sostenga le imprese e favorisca la ripresa”. Reazione positiva proviene anche da Confartigianato con Giancarlo Grasso – presidente in Liguria – che ha sottolineato come il provvedimento “costituirà una boccata d’ossigeno soprattutto alle piccole e piccolissime imprese e costituisce un grande miglioramento rispetto al precedente sistema di liquidazione tributi”.

Dopo questo passo avanti, il tessuto imprenditoriale italiano attende con ansia una norma che imponga allo Stato e agli enti pubblici di pagare gli imponibili della fattura – cioè il lavoro effettuato – con tempi in linea con la media europea, cioè dai 30 ai 60 giorni.

Molto aziende che esportano all’estero e che vengono fornite da imprese situate sul territorio italiano hanno accumulato enormi volumi di crediti dallo Stato. E’ quindi un paradosso che proprio le imprese che puntano particolarmente sull’internalizzazione come via d’uscita dalla crisi siano poi penalizzate sino a dover poi chiudere per mancanza di liquidità. Il sistema dei pagamenti necessita quindi di urgenti e profondi cambiamenti.

Fonte: Yahoo Finanza

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