Lo scandalo delle protesi mammarie: il governo francese mette il mondo in allerta

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Lo scandalo delle protesi mammarie: il governo francese mette il mondo in allerta

Lo scandalo delle protesi in silicone che ha coinvolto la Francia per prima e il resto del mondo è divenuto ormai un’emergenza mondiale. Tutto è partito dall’ industria tedesca Brenntag e la filiale francese di China National Bluestar Corporation, i quali hanno ammeso di avere messo in fabbricazione e poi venduto alla società francese Poly Implants Prothesys ( Pip) delle protesi composte da un gel non omologato e quindi non idoneo per un impianto medico di protesi al seno, bensì utilizzato normalmente nell’ industria. I governi degli stati d’ Europa e del mondo hanno dunque avvisato tramite la stampa dell’ accaduto, mettendo in allerta le circa 30.ooo donne che si sono affidate inconsapevolmente alla società Pip per l’ impianto delle loro protesi, tra l’ altro meno costose rispetto a un impianto classico. Il silicone in esame, non essendo “medico” ha un alto rischio di rottura. Solo in Francia circa 20.000 donne hanno presentato reclami alla polizia di stato.

Ma il vero e proprio scandalo che sembra coinvolgere ormai la maggior parte dell’ Europa, e non solo, sta nel fatto che le protesi difettose sembrano essere causa di incidenze tumorali, tra cui un raro tumore che colpisce le cellule del sistema immunitario. In realtà i pareri sono ancora discordanti in quanto non sono stati fatti studi approfonditi sull’ utilizzo di gel industriale nel corpo umano e cosa esso potrebbe comportare. L’ unica idea concordante è quella di rimuovere assolutamente e il più presto possibile le protesi provenienti dalla Pip in quanto “potenzialmente dannose”. Circa 523 donne francesi che hanno avuto un impianto difettoso hanno già rimosso le loro protesi, tra l’ altro queste donne avevano optato per l’ impianto in silicone dopo un tumore alle mammelle. In Inghilterra la Medicines and Healthcare Products Regulatory Agency è statta chiara: ” non ci sono prove a sufficienza per attestare che il cancro al seno di alcune donne è stato causato dalle protesi difettose”. E per quanto riguarda i costi per la rimozione delle protesi? Chi deve pagare?

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