Lo scivolone di Abete: “Terza stella alla Juve? Ne parleremo…”

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Lo scivolone di Abete: “Terza stella alla Juve? Ne parleremo…”

Nelle ultime settimane Giancarlo Abete aveva fin stupito per una combattività insolita e per la puntualità delle sue decisioni, una caratteristica che non aveva sempre accompagnato la sua presidenza. Dalla pronta iniziativa di sospendere i campionati a seguito della tragedia Morosini (un atto dovuto ma va sottolineato come l’idea non sia venuta dalla Lega, ammesso esista ancora) fino alla ferma condanna del gesto-shock dei giocatori del Genoa che hanno ceduto alla richiesta di “svestizione”. Tutto insomma sembrava far pensare che il numero uno di Via Allegri avesse trovato la giusta autorità, seppur proprio sul filo della scadenza del mandato, una coincidenza che comunque non aveva lasciato indifferenti i più sospettosi, come se la collaudata asse tra Abete e Petrucci avesse bisogno di dare ulteriori prove al numero uno del Coni che l’attuale presidente federale meriti fiducia.

Ma proprio sul più bello, Abete è scivolato nuovamente, peraltro su un tema insospettabile. Mentre infatti stanno iniziando, seppur sotto traccia, i preparativi della Juventus per lo scudetto della Rinascita, è tornata inevitabilmente di moda la vecchia questione della terza stella, con tutte le conseguenze del caso: ma quello che i bianconeri si apprestano a festeggiare sarà il titolo numero 30 oppure “solo” il ventottesimo? Inutile spiegare quale sia il nodo del contendere ma il tema è stato risollevato da Andrea Agnelli (e chi, se no?) che da buon (?) primo tifoso ha ammesso: “Apporre la terza stella sulle maglie del prossimo anno? Non so, valuteremo…” frase sibillina sufficiente però per infiammare il popolo juventino ed il conseguente dibattito.

Il vice-presidente federale Albertini (uno che non disdegnerebbe di sostituire Abete…) non ha badato per il sottile: “Quella della terza stella è una polemica fuori luogo. Specifico che non si tratta di un’onorificenza ufficiale data dalla Federazione, pertanto le società sono libere di fare ciò che credono, ma la riterrei una provocazione di cui si potrebbe fare a meno”. Capitolo chiuso in attesa di sviluppi? Tutt’altro perché proprio Giancarlo Abete ha calato l’asso dalla manica: “La terza stella della Juve? Non saprei, ma se il problema si porrà ne potrebbe discutere”.

Ma come, Giancarlo, tu quoque? Proprio il numero uno federale, cui la Juventus ha fatto causa chiedendo oltre 440 milioni di risarcimento, che apre su un tema così scottante? Che sia un modo per cercare una conciliazione amichevole per chiudere la frattura con il più importante club italiano? Stride che la frase “incriminata” sia stata pronunciata a margine di un incontro intitolato “Le regole, il rispetto e la reputazione”: la sostanza infatti darebbe ragione ad Albertini.

Quella di apporre una stella sulla maglia ogni dieci scudetti non è una legge pertanto nessuno potrebbe dare troppo torto alla Juventus, ma semplici ragioni di opportunità suggeriscono il buon senso. Un processo sportivo, forse troppo veloce ma ormai passato in giudicato, ha dato sentenze ben precise e come se non bastasse la giustizia penale, almeno in primo grado, pur dichiarando “non alterati” i campionati 2004-2006, ha condannato pesantemente i dirigenti juventini dell’epoca. Segnali fin troppo chiari che dovrebbero consigliare all’attuale management di soprassedere anche per non sobillare i tifosi e riaprire odi ancestrali che dovrebbero essere spenti e non rinfocolati. Soprattutto da presidenti-tifosi.

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