Lo stile Barcellona e quel lussuoso alloggio - Notizie.it
Lo stile Barcellona e quel lussuoso alloggio
Calcio

Lo stile Barcellona e quel lussuoso alloggio

Saper perdere è importante, anzi fondamentale per interpretare al meglio i valori dello sport. Ma parimenti bisogna coltivare la capacità di sapere vincere, ovvero gioire dei propri trionfi in maniera composta, senza dileggiare l’avversario o passare per presuntuosi. C’è però un’altra tendenza altrettanto basilare nel mondo dello sport e del calcio in particolare: saper accettare il risultato del campo anche se non corrisponde a quanto espresso dai 90′. Il Barcellona purtroppo è venuto meno a questa indispensabile regola. Dopo le neppure tanto velate proteste del post-partita a causa delle condizioni del prato del Meazza, spelato ed irregolare ai limiti dell’inaccettabile per una partita guardata in tutto il mondo, la società blaugrana è andata oltre. Confermando di non essere esattamente un modello di stile, come purtroppo era già emerso in passato: chi non si ricorda la triste simulazione di Busquets nella semifinale di due anni fa contro l’Inter quando, dopo aver ricevuto il leggero schiaffo di Thiago Motta, il centrocampista crollò a terra con le mani sulla faccia salvo poi aprire un occhietto per verificare la decisione dell’arbitro?

Ma quelle si sa sono cose da campo, la famosa trance agonistica e tutto il resto.

Quando invece si presenta una denuncia formale alla Uefa per il degrado del terreno di gioco avversario non si fa altro che sfociare nel cattivo gusto, nella mancanza di stile. Delle due l’una: o il Barça teme l’eliminazione (improbabile) e prova ad innervosire l’avversario, oppure in società c’è davvero la certezza che i due-tiri-due scoccati verso la porta di Abbiati sarebbero stati il triplo su un’altra erba. “Il campo era molto pericoloso, occorre fare qualcosa. Noi ci adattiamo a tutto, veniamo e giochiamo, però questo è un problema per lo spettacolo” ha dichiarato Guardiola con il consueto savoir faire. Tutto vero ma c’è chi è andato oltre, come Piquè, non esattamente un maestro di sportività: “I milanisti hanno usato il trucco di non bagnare il prato perchè sanno che con la palla che scivola di più noi giochiamo meglio“.

Incredibile ad udirsi: premesso che pure nel Milan, da Seedorf a Robinho fino ad Ibra, i giocatori tecnici non mancano, forse il Barcellona si aspettava che la società rossonera accontentasse tutti i desiderata dell’avversario? Se anche c’è stata malizia nel non bagnare il campo, è stato un trucco innocente mentre la risposta ufficiale del Milan ha motivato la mancata innaffiatura un ora prima della gara con lo stato di eccessiva umidità del manto.

Il tutto, si badi bene, non cancella lo scempio di uno stadio ormai ridotto ad un campo di patate da vent’anni: galeotta fu la copertura per Italia ’90, che di fatto, insieme ad una struttura molto scavata dello stadio, soffoca l’erba impedendole di respirare. Al resto c’hanno pensato un inverno ed un inizio primavera di estrema siccità. Galliani ha pronta la soluzione: “Dobbiamo cambiare il campo, sintetico sotto e naturale sopra. Se troveremo l’accordo con l’Inter lo faremo a fine stagione”.

Intanto, per la serie c’è chi può e chi no, mentre la Spagna è immobilizzata da uno storico sciopero generale, il Barcellona, costretto a rimanere a Milano fino a venerdì, si è fatto ospitare nelle strutture di Interello, dove si allenano le squadre del settore giovanile nerazzurro. Ma per assicurarsi un alloggio confortevole la società, che non naviga esattamente nell’oro tra milionate di debiti, non ha badato a spese: la società ha infatti affittato un’intero piano dell’Hotel Rosa Grand di Piazza Fontana con tanto di chef personalizzati.

Dopo l’allenamento del mattino tra una folla di interisti curiosi, il pomeriggio è stato all’insegna dello shopping per tutti con Messi atteso dai cari amici Dolce & Gabbana. Ah dimenticavamo: in ciascuna stanza dell’hotel era presente una consolle di Playstation. Per assicurarsi che, almeno a livello virtuale, il Barça è ancora più forte del Milan.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Leggi anche